Ariano Irpino

Difesa Grande: parte oggi il processo per disastro ambientale

25 maggio 2011 - Maria Elena Grasso
Fonte: Il Mattino Avellino

Ariano Irpino. Dopo tanti rinvii, per richieste di legittima suspicione o mancate notifiche, dovrebbe tenersi questa mattina la prima udienza del processo che vede imputati, a vario titolo, venticinque persone (ex amministratori dell'Asi-Dev, del Codiso di Solofra e del Bacino Smaltimento Napoli 3) per ipotesi di reati come disastro ambientale, violazioni edilizie, alterazione delle bellezze naturali, omissione di atti di uffici, inquinamento di falde acquifere e smaltimento illegale di rifiuti solidi presso la discarica di Difesa Grande negli anni precedenti il 2004. Se non ci saranno, dunque, oggi nuovi intoppi e cavilli, si può davvero sperare di capire cosa sia successo a Difesa Grande negli anni addietro. L'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Ariano fa riferimento, infatti, ad una serie di vicende che avrebbero caratterizzato negativamente la gestione della discarica arianese fino al 2004. Sono 36 i faldoni a disposizione di difesa e accusa che, tra perizie e controperizie dell'Asl e dell'Arpac, documentazione contabile e provvedimenti di sequestro e chiusure temporanea della discarica, evidenzierebbero irregolarità di vario genere nel conferimento dei rifiuti e dei fanghi di Solofra. In questo processo il Comune di Ariano si è costituito parte civile con l''avvocato Domenico Carchia, che si ritiene rappresentante anche delle associazioni ambientalistiche. «Mi auguro - precisa Carchia - che il processo si celebri regolarmente e celermente, soprattutto perché l'opinione pubblica ha bisogno di chiarezza per quanto accaduto. Certo, ci rendiamo anche conto del fatto che rimane incombente il rischio di prescrizione per qualche ipotesi di reato. Sarebbe una beffa per tutti. Se non ci saranno altri cavilli e impedimenti, tuttavia, si può arrivare subito alla sentenza». Promettono battaglia, ovviamente, anche gli avvocati della difesa, secondo i quali dal processo emergerà che l'attività di conferimento dei rifiuti e dei fanghi si è svolta nel rispetto delle normative vigenti all'epoca

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