Salmonella nel fiume Calore, i sindaci non emettono i divieti

De Sio (Arpac): "A giorni avremo i risultati di altre analisi sull'acqua"
Scende in campo anche l'Asl
25 maggio 2011 - Barbara Ciarcia
Fonte: Il Mattino Avellino

Che le acque del fiume Calore, da Montella a Castel del Lago, non fossero più limpide e pulite come uno specchio non è certo una novità soprattutto per gli appassionati di pesca sportiva e per gli agricoltori della valle. Tra scarichi industriali e sversamenti abusivi, il letto fluviale in alcuni punti è ridotto a una cloaca a cielo aperto dove prolificano più batteri che pesci. «Da un paio d’anni il fenomeno della salmonella interessa il Calore. - spiega Antonio De Sio, direttore dell’Arpac di Avellino - Questa volta però la massima concentrazione è stata riscontrata a Mirabella Eclano, Luogosano e Montella. Agli inizi della prossima settimana avremo l’esito di altre analisi eseguite su campionature di acque fluviali. Purtroppo i tempi tecnici di questi esami per riscontrare la presenza della salmonella sono abbastanza lunghi». È stata l’agenzia regionale preposta ai controlli ambientali di Benevento, diretta da Pietro Mainolfi, a scoprire la presenza della salmonella nel Calore e a far scattare così lo stato d’allerta. Lo scambio di informazioni, dati ed esami batteriologici e chimici fra le due agenzie è stato proficuo, meno proficua al momento si è rivelata la collaborazione delle amministrazioni locali. Per tamponare allora i danni causati dal batterio patogeno per l’uomo, per alcuni animali e per la fauna ittica tutti i sindaci dei paesi che affacciano sul fiume sono stati informati tempestivamente affinché adottino provvedimenti adeguati e precauzionali. Divieto assoluto di pesca e impiego delle acque per fini irrigui sono le prime misure da prendere in questi casi, oltre a evitare il contatto diretto con le acque contaminate fino a quando non rientri l’allarme. L’assessore provinciale all’Ambiente, Domenico Gambacorta, e l’Asl di Avellino attraverso i dipartimenti territoriali hanno divulgato l’informativa ricevuta dall’Arpac agli amministratori locali, dall’alta alla media valle del Calore, ma finora soltanto il primo cittadino di Mirabella Eclano, Vincenzo Sirignano, ha emesso immediatamente un’ordinanza comunale in merito. Gli altri, stranamente, hanno sottovalutato il fenomeno e temporeggiano. «Il problema è sicuramente importante. - ha spiegato Antonio Zullo, sindaco di Bonito- Nel fiume si è sversato di tutto, e questi adesso sono i risultati. A breve prenderemo provvedimenti anche perché nel nostro territorio l’acqua del Calore è usata innanzitutto dai contadini per irrigare gli orti e i campi coltivati a mais o tabacco». C’è pure chi tra i sindaci interessati ha ammesso di non essere stato ancora informato. Un’anomalia che non trova giustificazioni considerata l’attuale preoccupazione igienico-sanitaria. Pertanto il Calore, fiume malato da tempo, è attenzionato e monitorato anche dagli esperti dell’Asl. «La salmonella insorge quando salgono le temperature - ha poi aggiunto Carmelo Padula, responsabile per l’Azienda sanitaria del dipartimento di Igiene e profilassi- e quando aumenta anche il livello di inquinamento e di sporcizia. Sarebbe opportuno intensificare i controlli e la vigilanza lungo i corsi d’acqua della nostra provincia: molti fiumi sono diventati pattumiere. E i rischi causati dai disastri ambientali si ripercuotono solamente sulla nostra salute». Sono incalcolabili i danni inferti all’ecosistema fluviale negli ultimi anni: dalle enormi chiazze nere provocate con molta probabilità da alcuni frantoi ubicati tra Lapio e San Mango sul Calore allo sterminio delle trote avvenuto due estati fa quando il fiume fu praticamente prosciugato e dalla siccità naturale e dagli eccessivi prelievi umani per l’irrigazione dei raccolti agricoli. Su questi episodi che avrebbero dovuto sollevare lo sdegno degli ambientalisti non è stata mai sollevata una polemica nè tantomeno è stata mai fatta chiarezza. Tutto è stato molto presto dimenticato, e rimosso. Rischia di essere così pure per la salmonella che ha contaminato le acque, scomodato qualche biologo, preoccupato le popolazioni della zona, ma non ha turbato più di tanto le coscienze di chi amministra.

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