L’emergenza Situazione critica al Corso Umberto I, sacchetti a terra da sette giorni. Blocchi anche a Capodimonte

Ancora roghi e proteste, paralizzato il centro cittadino

La raccolta va a rilento
L'sercito domani in azione a Fuorigrotta e Monterusciello
17 maggio 2011 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

Ancora proteste contro i rifiuti ieri pomeriggio al corso Umberto I, nel centro di Napoli. Un gruppo di persone ha manifestato spostando un cassonetto e cumuli di rifiuti al centro della carreggiata destinata alla circolazione privata che porta da piazza Garibaldi a piazza Bovio. I vigili urbani hanno deviato il percorso delle auto nella corsia preferenziale destinata ai mezzi pubblici. E in serata altro blocco stradale alla Rotonda di Capodimonte, con cassonetti rovesciati e rifiuti sparpagliati per strada. Traffico bloccato per vetture e motorini che non hanno potuto transitare. È intervenuta la polizia municipale che ha deviato il traffico su altre arterie. Nauseabonda la puzza che si respirava in zona. Secondo l’ufficio flussi della Regione Campania la raccolta si è svolta, però, abbastanza regolarmente. «Sono circa 1100 le tonnellate di rifiuti prodotti nella città di Napoli - è scritto in un comunicato - che, in base ai dispositivi, è stato possibile conferire agli impianti fino alle ore 18 di oggi (ieri per chi legge, ned). In totale, sull’intero territorio provinciale, sono state conferite 2.780 tonnellate». E poi l’elenco delle situazioni difficili. «Sono tuttora critiche le situazioni del Corso Umberto I, dove non vengono prelevati i rifiuti da 7 giorni, dell’area orientale e di Fuorigrotta. Stamattina ad Agnano, grazie all'intervento dei militari, la scuola elementare Astroni è stata liberata dai rifiuti», prosegue infatti la nota. La Regione, infine, informa che domani l'Esercito «entrerà in azione nella zona di Monteruscello (a Pozzuoli) e nei quartieri di Ponticelli e Fuorigrotta a Napoli. Dopodomani mattina un intervento dei militari del Genio è previsto al lungomare Sandro Pertini di Pozzuoli, dove i rifiuti insistono per tratti lunghi oltre 100 metri». Ma, come è stato più volte sottolineato nei giorni scorsi i militari non sono adeguati di mezzi adeguati e non riescono, quindi, a raccogliere e sversare più di cento tonnellate al giorno. E ieri la città era ancora coperta da cumuli di spazzatura, da cassonetti rivoltati e da resti di spazzatura bruciata. Nella notte, infatti, erano continuati i roghi. Inascoltati finora tutti gli appelli delle autorità sanitarie: gli incendi sono estremamente dannosi per la salute producendo diossina. Secondo Giovanni Perillo, direttore tecnico di Sapna, la società della Provincia di Napoli per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, gli impianti Stir della provincia «stanno funzionando a pieno regime e con efficacia». «La frazione secca prodotta dagli impianti - conferma Perillo - viene trasferita nel termovalorizzatore di Acerra mentre la frazione umida finisce fuori regione, in particolare in Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Puglia e, tra breve, anche nelle Marche». Un’operazione estremamente costosa, che al momento, però, garantisce lo svuotamento degli impianti e quindi la possibilità di continuare a sversare.

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