Termovalorizzatore, nuovo stop è scontro sul ricorso del Comune

L'Asìa: espropriati di un diritto i napoletani pagheranno di più
La Regione: gara aperta a tutti
15 maggio 2011 - lu.ro.
Fonte: Il Mattino

Un bando «opaco» quello del commissario regionale ai rifiuti sul termovalirizzatore a Napoli est. Questo l’incipit con il quale Asìa, con il professor Orazio Abbamonte, ha opposto ricorso. Il rischio che si perda altro prezioso tempo per mettere mano all’impianto c’è. Ma questa volta dal Comune, unico azionista dell’azienda per la raccolta dei rifiuti, sostengono ne valga la pena. «Così come è - ragiona il presidente di Asìa Claudio Cicatiello - serve solo a far pagare ai napoletani i costi della spazzatura da bruciare, 93 euro a tonnellate, con la beffa che l’azienda è esclusa dalla gestione pur essendo il termovalorizzatore sul territorio cittadino». La guerra della monnezza dalle strade arriva nelle aule dei tribunali e così fra Palazzo San Giacomo e Regione, senza troppi riguardi, finisce a sacchetti in faccia. «Il bando del Commissario delegato regionale è contraddittorio e opaco in ogni sua parte - insistono da Asìa - e ha come finalità quella di escludere l’azienda dalla costruzione e gestione del termovalorizzatore». Di qui il ricorso presentato contro il bando promulgato dal Commissariato. L’attacco della Spa è articolato e preciso: si va «dall’esorbitante costo dell’opera che non trova riscontro oggettivo nelle attuali condizioni di mercato e l’incredibile tariffa che dovrà pagare il Comune di Napoli per smaltire i suoi rifiuti in casa propria». «Il Comune - sottolinea la nota - dovrà pagare al gestore dell’impianto una tariffa di 93 euro per tonnellata. Tariffa assolutamente ingiustificata in ragione dei larghi guadagni che il gestore otterrà dalla vendita di energia elettrica, a prezzo doppio, al Gestore del Servizio Energia. Una tariffa equa sarebbe di poco superiore alla metà di quella inopinatamente decisa dal Commissario delegato regionale che non ha avuto la cura di tutelare gli interessi dei cittadini». Accuse circostanziate e precise alle quali nella tarda serata di ieri - mentre le strade della città erano illuminate dai roghi di decine di cumuli - replica il commissariato regionale dopo un breafing con l’assessore competente Giovanni Romano. «Il termovalorizzatore di Napoli Est recupera ritardi antichi e nasce nel pieno rispetto della legge - si legge nella nota - Sorgerà su area di proprietà della Regione e non della città capoluogo». Vero è che al netto della proprietà del luogo l’impianto nascerà in una zona storica della città, quella ex industriale. «Comunque - riporta ancora la nota - sono previste compensazioni per il Comune sul cui territorio nascerà la struttura». È ancora Asìa a farsi sentire: «Il ricorso lo abbiamo fatto perché Asìa è stata espropriata di un suo diritto così come da accordi con l’allora sottosegretario Guido Bertolaso. La nuova società mista avrebbe dovuto gestire l’impianto capace di generare forti economie delle quali il 51 per cento delle quali il 51 per cento sarebbe rimasto nelle casse di Asìa e sarebbero servite per implementare la raccolta differenziata». Nuovo giro nuova replica della Regione: «Alla gara, il cui bando è già pubblicato sul Bollettino Ue, possono partecipare tutti i soggetti che hanno le caratteristiche previste dalla legge. A monte dei ricavi previsti è necessario effettuare un investimento di quasi 400 milioni di euro, più spese di gestione per 30 milioni l’anno da parte del soggetto interessato alla realizzazione». Il Commissariato precisa ancora: «L’impianto non servirà solo Napoli ma il territorio dell’intera Regione. La tariffa di conferimento dei rifiuti è un elemento posto a base di gara per l’aggiudicazione della realizzazione del termovalorizzatore. Le ditte partecipanti devono proporre un ribasso a tale tariffa. Quanto più consistente è il ribasso, maggiore è la possibilità di aggiudicarsi la gara. Il prezzo della tariffa posto a base di gara è in linea con quanto a suo tempo stabilito con decreto dalla Protezione Civile per il termovalorizzatore di Acerra»

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