Rifiuti e insetti, malati in rivolta negli ospedali

Cumuli davanti a San Paolo e Pellegrini
La Regione attacca: raccolta a rilento
15 maggio 2011 - Maria Pirro
Fonte: Il Mattino

Ospedali assediati dai rifiuti. E dagli insetti. Al San Paolo di Fuorigrotta protestano i ricoverati e le associazioni che ne difendono i diritti. «Con i rifiuti ammassati in strada, nei pressi della struttura sanitaria si è avuta una proliferazione eccezionale di zanzare. Il caldo di questi ultimi giorni ha creato le condizioni per la riproduzione di massa» segnala Angelo Ambrosino, presidente della onlus Salute e Ambiente. E aggiunge: «Condizioni igienico-sanitarie tanto precarie aumentano il rischio che possano svilupparsi focolai di infezioni. È necessario che si provveda subito alla rimozione dei cumuli ammassati in via Terracina e agli opportuni interventi di disinfestazione». Ma l’emergenza nell’emergenza non è isolata. Il segretario provinciale Cgil sanità, Salvatore Sannino, segnala «una situazione critica anche all’ospedale dei Pellegrini alla Pignasecca, al Loreto Mare, all'Ascalesi e all’Annunziata. Ciò accentua le tensioni tra familiari dei degenti e operatori sanitari. E la situazione è ancora più grave in provincia». Insomma, l'elenco dei disagi provocati dall'emergenza rifiuti si allunga ma, questa volta, a lamentarsi sono anzitutto i pazienti ricoverati in quei reparti e in quelle stanze degli ospedali più vicini alle strade invase dai sacchetti neri. Come al primo piano del presidio di Fuorigrotta, nel reparto di urologia, da poco inaugurato, Armando Dicè, 71 anni, responsabile tecnico di una multinazionale, racconta in modo concitato: «Sono ricoverato dalla settimana scorsa, gli insetti mi hanno divorato, e continuano a non darmi pace. Per le dimensioni non sembrano neppure zanzare, ma aquile». Dice è molto preoccupato: «Mi è salita la febbre a 39 e, sono pronto a presentare denuncia, non vorrei che l’aggravamento delle mie condizioni fosse dipeso dalle punture dei fastidiosi insetti». Elsa Fritzsching, a nome dell’associazione Salute e ambiente, ha chiesto un incontro al direttore sanitario dell’ospedale, Maurizio Di Mauro. Ambrosino, invece, ha inviato un fax all’Asìa, l’agenzia per l’ambiente di Napoli, per segnalare «attenzione sull’increscioso problema dei cumuli di spazzatura lasciati per settimane e settimane davanti l’ospedale. L'immondizia infetta l’aria e attira quantità enorme di zanzare e altri insetti. E anche i topi». Alla periferia opposta della città Giuseppe Matarazzo, direttore sanitario del San Giovanni Bosco, allarga le braccia: «Inevitabilmente - dichiara - i cumuli di immondizia portano a un aumento di insetti, soprattutto zanzare e mosche. Purtroppo, gli ospedali vivono la stessa grave emergenza che affligge la città. La situazione va risolta ovunque». E intanto, per l’emergenza rifiuti, non si placa la polemica, che in verità ai cittadini interessa davvero poco, tra il Comune e la Regione. A terra, secondo una stima dell'ufficio flussi della Regione Campania, vi sono circa 1250 tonnellate di spazzatura. E proprio dall’ufficio flussi è venuta l’ultima stoccata contro l’Asia: nell’impianto Stir di Giugliano, hanno detto, «vi sarebbe stata la possibilità di smaltire altre 100 tonnellate di spazzatura proveniente dalla città. Una opportunità che Asìa ha perso». La replica dell’Asia, attraverso il presidente dell’Azienda, Claudio Cicatiello, è giunta poco dopo. Le affermazioni dell’ufficio flussi sono state definite risibili perché «alle 23 i camion vengono fatti rientrare per organizzare la raccolta».

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