Discarica, al via i lavori per tre vasche

Atualmente è in funzione solo una parte che riceve 150 tonnellate al giorno
12 maggio 2011 - e.m.
Fonte: Il Mattino Benevento

«Abbiamo presentato i progetti al Genio civile ed attendiamo l’autorizzazione per poter iniziare i lavori». Cosi Paolo Viparelli, direttore tecnico della Samte, fa il punto sull’attuale stato della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, dopo le polemiche lanciate anche dal premier. I progetti si riferiscono alle vasche due tre e quattro, quelle che la magistratura con un provvedimento del Gip Sergio Pezza su indicazione del sostituto procuratore della Repubblica Antonio clemente, ha disposto il sequestro. A base del provvedimento tra l’altro l’inquinamento dei corsi d’acqua. Per evitarlo venivano indicate delle opere da eseguire cosa che è prevista nel progetto già redatto ed in attesa dell’autorizzazione del Genio Civile per poter consegnare i lavori. Tra l’altro il direttore dei lavori sarà nominato dalla Daneco. Nelle previsioni questi lavori potrebbero durare dai sei agli otto mesi. Poi ci dovranno essere nuovi accertamenti da parte della magistratura per verificare se l’impianto è stato messo in sicurezza. In attesa di questi lavori ora è in funzione solo la vasca uno in cui vengono sversati ogni giorno 150 tonnellate di rifiuti provenienti dallo Stir di Casalduni. Un quantitativo di 150 tonnellate di rifiuti significa che presso l’impianto vengono lavorati rifiuti per un totale di trecento tonnellate. Quindi tenuto conto dei conferimenti dei rifiuti sanniti,(città capoluogo e centri della provincia) vi è senza dubbio una quota proveniente da altre province. I tecnici ora sostengono che il quantitativo di 150 tonnellate è composto anche da quella parte dei rifiuti che era stata trattata dall’impianto e poi accantonata perchè la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte per circa un mese è rimasta chiusa anche per ciò che riguarda la vasca numero uno. Per fare il punto sull’utilizzazione di questa discarica ci sarà oggi una riunione alla Rocca dei Rettori a cui prenderanno parte l’assessore Aceto, i dirigenti della Samte e della Daneco. Il sequestro di gran parte della discarica, ad eccezione del lotto uno, scaturì a seguito di una lunga attività di indagine svolta dagli uomini del Corpo forestale dello Stato che portò alla luce l'inquinamento causato dall'illecito smaltimento del percolato prodotto all'interno della discarica che finiva prima nel torrente Pazzano, che scorre sotto l’impianto, e poi nel fiume Calore. Al pericolo inquinamento si è aggiunto il rischio della frana. Il provvedimento del magistrato non ha bloccato i lavori di consolidamento che sono previsti per i lotti due, tre e quattro per cui è stato redatto il progetto. Le verifiche per il lotto uno, dove venivano smaltiti i rifiuti provenienti solo dai centri sanniti hanno portato all’esecuzione di alcuni lavori e poi al via libero allo sversamento da oltre una decina di giorni. In questi giorni, in ogni caso, a Casalduni non si registrano file particolarmente lunghe di camion e pertanto non si registrano attese di ore come pure accade in altre località della regione. Una situazione quindi non preoccupante al momento e su cui la Provincia, attraverso la Samte vigila per evitare che ci possono essere degli invii consistenti di rifiuti da località dove attualmente ci si trova a fronteggiare ancora un volta una situazione di emergenza. Circa i tempi dell’utilizzazione totale della discarica di Sant’Acangelo, tutto dipende dai lavori che si andranno a fare nelle altre vasche.

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