Caldoro: discariche chiuse dai pm ecco perchè è tornata la crisi

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12 maggio 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Nel giorno in cui il premier Berlusconi ritorna sulla drammatica emergenza rifiuti a Napoli («La colpa non è del governo ma della maggioranza di sinistra che governa il Comune di Napoli: non hanno fatto niente di quello che dovevano fare, ovvero costruire i termovalorizzatori e realizzare le discariche») anche il governatore Caldoro interviene sulla questione spazzatura. Rifiuta la polemica con i magistrati, Caldoro, ma sostiene che la chiusura contemporanea di tre discariche ha aggravato una situazione in bilico. «Sono convinto che le inchieste della magistratura siano giustissime», esordisce il presidente della Regione. E poi aggiunge, questa volta polemico: «Permetteteci, però, di dire perché i rifiuti sono in strada. Possiamo farlo o non è permesso? O è lesa maestà?».
Quindi la sua analisi: «Il dato di fatto è questo: in un mese che sono state chiuse tre discariche e non è stato possibile portarci 26 mila tonnellate di rifiuti. Ci sono tre procure e la Dda, quindi è complesso immaginare una regia, ma in un mese c’è stata l'inchiesta su Chiaiano con indagini e sequestro parziale; c’è stato il sequestro della discarica di Benevento e, dopo un'altra indagine, la notifica di interdittiva antimafia della società che gestiva Avellino, che è dovuta andare via. E queste tre discariche servono Napoli». La situazione è complessa: l'interdittiva alla Ibi che gestiva Savignano (la discarica avellinese) viene dalla Prefettura di Napoli ed è precedente all'inchiesta che ha coinvolto l'impresa per la gestione dell'altra discarica affidata alla sua gestione, quella di Chiaiano. Napoli, poi, non porta i rifiuti nelle discariche di Avellino e Benevento, ma dagli stir delle due province (dove conferisce anche l'Asìa) la frazione umida viene avviata nei siti di sversamento. Gli effetti dello stop a Savignano e Sant'Arcangelo sono comunque, secondo il governatore, pesanti. E i problemi, sostiene Caldoro, non sono finiti qui. A suo parere gran parte della responsabilità delle difficoltà attuali sono da attribuirsi al Comune e, seppure in proporzione nettamente inferiore, alla Provincia.
«Il sindaco ha tutti gli strumenti per poter intervenire: il 90% delle responsabilità sono sue». Ciononostante la Regione è scesa in campo, sostiene Caldoro, e ha fatto la sua parte. «In un mese e mezzo abbiamo nominato i commissari, fatto e pubblicato il bando che è sul Burc da tre settimane e già ci sono le prenotazioni di grandi società interessate». E poi un'altra puntata polemica contro i media: «Tutto questo non è scritto sui giornali al punto che Berlusconi ancora dice che il bando non c'è». E infine una battuta: «Ma se il bando è sul Burc, perché lui (Berlusconi ndr) non lo trova?». Chiudendo, poi, Caldoro ricorda che il governo nel 2008 fece un vero e proprio «miracolo» rimettendo in piedi il ciclo dei rifiuti. La polemica sulla chiusura dei siti di sversamento registra anche l'intervento dell'ex governatore. Bassolino sottolinea che a chiudere per legge le discariche (anche quella di Terzigno, ndr) è stato proprio Berlusconi: «Le tre discariche che erano state decise e individuate per legge nel 2008 sono state cancellate senza essere sostituite con nuovi siti. A questo errore è indispensabile porre subito riparo individuando i siti possibili e tecnicamente adatti». Un compito che la legge ora affida al presidente della Provincia.

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