"Tarsu più cara perchè mancano gli impianti"

Cesaro: Cercheremo di contenere i rincari. Paghiamo i ritardi del piano smaltimento
28 aprile 2011 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

Pressato, accerchiato dai sindaci che sono letteralmente in rivolta, attaccato politicamente anche da pezzi del centrodestra, alla fine il presidente della Provincia Luigi Cesaro ammette che l’aumento della Tarsu ci sarà. Glissa sul quantum, ma come anticipato da Il Mattino, alla fine peserà per almeno il 10 per cento nelle tasche dei cittadini, circa 40-50 euro. Perché saranno i napoletani e tutti i residenti nella provincia del capoluogo a dovere sostenere il costo dello smaltimento fuori provincia o fuori regione. Dunque la stangata ci sarà, arriverà insieme all’approvazione del bilancio di previsione quando la SapNa presenterà il conto e a ottobre ci sarà lo scatto in avanti della gabella. La Tarsu si compone di due parti: il 73 per cento in carico ai comuni ai quali compete la raccolta e lo spazzamento. Il 27 in carico alla Provincia alla quale compete lo smaltimento. Questa la parte che aumenterà. «Nei prossimi giorni - scrive Cesaro in una nota - la giunta provinciale delibererà le proprie determinazioni che verranno trasferite per l’approvazione al consiglio provinciale. Solo allora si potrà parlare di cifre reali e non di previsioni utilizzate anche strumentalmente in campagna elettorale». Cesaro cerca di rassicurare i 3,5 milioni di persone che dovranno fronteggiare l’aumento: «Insieme all’assessore al bilancio Armando Cascio stiamo valutando misure che puntino a ridurre al massimo l’incremento delle tariffe e sono sicuro che vareremo un provvedimento equo». Quindi l’affondo sul perché dell’aumento: «Dobbiamo renderci comunque conto - prosegue la nota - che abbiamo alle spalle un periodo di oltre 15 anni in cui non è stata realizzato alcun programma per la gestione del ciclo dei rifiuti. Sono stati necessari conferimenti extra-provinciali ed extra-regionali che inevitabilmente hanno inciso sul costo dello smaltimento, erano indispensabili vista l’assenza di impianti sul territorio». La domanda è: perché nonostante la maggiorazione dei costi di smaltimento e il trasferimento dei rifiuti fuori regione a terra solo a Napoli ci sono ancora 2000 tonnellate di monnezza? Le reazioni all’aumento sono durissime. Giuseppe Capasso, Presidente dei sindaci dell’Area Vesuviana e sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Comune leader nella la raccolta differenziata (70%) non ci sta: «Il nuovo aumento dimostra quanto sia stato sbagliato affidare alla Provincia il settore dei rifiuti sottraendolo ai Comuni. Un esempio di puro gattopardismo, dove alle inefficienze del passato si aggiungono quelle di oggi ed i rifiuti sono sempre per strada, con l’unica differenza che prima pagava il Governo ed oggi pagano i napoletani». Duro l’affondo di Leonardo Impegno candidato alle amministrative e presidente del Consiglio comunale uscente: «Non è possibile fare la campagna elettorale in queste condizioni è prioritario togliere la spazzatura dalle strade, invase da montagne di sacchetti per responsabilità oggettivamente ascrivibili al centrodestra. La legge assegna a Regione e Provincia l’onere di indicare i luoghi in cui bisogna sversare i rifiuti: lo facciano e al più presto».

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