Vergogna rifiuti L'ira del Prefetto "Basta roghi"

Strade invase, a terra 2400 tonnellate
Caos raccolta: Pasqua con il naso tappato
24 aprile 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Rifiuti a Napoli Sarà l’ennesima Pasqua tra i rifiuti. Nonostante la super raccolta organizzata dal direttore tecnico della Sapna, Giovanni Perillo, nonostante l’impegno profuso e gli straordinari a go-go pagati dall’Asìa (quasi un milione di euro per fronteggiare le ultime settimane di crisi), nonostante le lunghissime code affrontate dagli autisti in attesa di scaricare negli stir, anche oggi saremo costretti allo slalom tra i sacchetti. Come a Natale. E come in tutte le festività negli ultimi diciassette anni. Perciò il prefetto Andrea De Martino ha previsto un intervento straordinario dei vigili del fuoco che impiegheranno delle pattuglie per prevenire i dannosissimi roghi della spazzatura. E soprattutto, «pur comprendendo il disagio della comunità», De Martino ha lanciato un appello «a non aggravare la situazione con atti che non appartengono al senso di civiltà dei napoletani». Oggi a terra, secondo il presidente dell’Asìa, Claudio Cicatiello, ci potrebbero essere circa duemila tonnellate di spazzatura. Ieri ce n’erano 1300 e i roghi della notte avevano lasciato ai bordi dei marciapiede un misto nauseabondo di monnezza e cenere. Muri di sacchetti lungo la Marina, in maniera da accogliere degnamente chi arriva in città. In via dell’Incoronata, non lontano da palazzo San Giacomo, i rifiuti rendevano difficile il passaggio, e anche nei pressi dell’abitazione del primo cittadino, Rosa Russo Iervolino, in via Duomo, i cassonetti traboccavano. Insomma, tutto come da copione. Per tutta la giornata i camion dell’Asìa, della Docks Lanterna e della Lavajet sono rimasti in coda davanti agli stir di Giugliano, Caivano, Tufino e Santa Maria Capua Vetere dove ai solo un paio di compattatori erano riusciti a scaricare fino al primo pomeriggio. Alle 15 erano state sversate circa mille tonnellate. Ma molti mezzi erano ancora in coda. Il giro cominciato a mezzanotte si è concluso dopo diciassette, diciotto ore. E davanti agli impianti si ripetono le stesse scene di quindici, dieci, cinque anni fa, con gli autisti che bivaccano, i camion che si muovono a passo di lumaca e i dipendenti degli stir che affannano nel tentativo di far spazio alla spazzatura. Perché il problema è sempre lo stesso: nello stir entra il rifiuto indifferenziato ed escono due frazioni, quella secca e quella umida. La prima deve essere bruciata, ma il termovalorizzatore di Acerra attualmente lavora su due linee e comunque non può ingoiare tutta il secco prodotto dalla Regione. Perciò in questi giorni negli stir si stanno producendo nuovamente ecoballe che vengono accatastate in tutti gli spazi liberi. La parte umida, invece, deve finire in discarica: ma nella provincia di Napoli non ci sono invasi sufficienti ad assorbirla tutta. A Chiaiano non possono essere portate più di duecento tonnellate e a Terzigno, tra una protesta e un raid vandalico, finisce solo la spazzatura del Vesuviano. La Sapna sta tentando di spedire fuori quello che non è possibile smaltire a Napoli, ma i tempi sono lunghi e le spese sono enormi. Per ottocento tonnellate al giorno si spendono più di 150 mila euro. E a giugno la Sapna dovrà presentare il bilancio e contemporaneamente il tar si dovrà pronunciare sul ricorso del Comune di Napoli sulla tariffa di smaltimento. La situazione, quindi, non sembra destinata a migliorare: oggi continueranno a lavorare gli impianti di Giugliano e Tufino, ma si fermeranno quelli di Caivano e Santa Maria Capua Vetere che torneranno a funzionare lunedì. Con due impianti in funzione su quattro sarà difficile liberarsi dai sacchetti che a Pasqua vengono prodotti in gran quantità.

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