Inferno e rifiuti, roghi e rivolte Pasqua con il rischio diossina

Barricate di spazzatura al Corso Umberto. Yeli bianchi sui cumuli
23 aprile 2011 - Silvio B. Geria
Fonte: Il Mattino

Roghi di rifiuti Una Pasqua di vera passione per i napoletani. Una Pasqua tra i rifiuti e con il rischio diossina. E ci sarà una nuova, inedita Via Crucis per tutti i cittadini e per i tantissimi turisti giunti a Napoli per queste feste: una Via Crucis tra i rifiuti e con le «stazioni» contrassegnate dai roghi dei cassonetti. Alla diossina. La situazione. Le strade, infatti, sono piene di rifiuti non raccolti. In ginocchio tutti i quartieri, dal centro alla periferia: tutto intorno al Duomo, le strade sono pulite, ma poco distante, all’incrocio con il quartiere Forcella, in prossimità della chiesa, nello slargo, i rifiuti occupano il marciapiede. Ma le strade dello shopping, via Toledo e via Chiaia, sono sommerse di rifiuti tanto che i commercianti sono intervenuti per protestare su una situazione davvero insostenibile. Anche in corso Amedeo di Savoia, i cassonetti sono pieni, unica eccezione quelli davanti alla chiesa di Santa Maria del Soccorso anche se, poco distante dall’ingresso, i contenitori per la differenziata sono colmi e tutto intorno i sacchetti giacciono abbandonati. In via Santa Teresa degli Scalzi i rifiuti non sono stati raccolti e, proseguendo verso il Museo Archeologico, la situazione è la stessa. Piene anche via Foria e piazza Cavour. Nel centro, la zona più critica è quella della cosiddetta city. In via dei Fiorentini, il ragazzo che lavora al parcheggio a ore, si copre la bocca con una mascherina perché all’angolo della strada il cumulo, vistoso, puzza a causa del caldo. Le proteste. A Sant’Anna dei Lombardi c’è chi ha scritto un messaggio in inglese: «Don’t touch my rubbish», e napoletano «nun va pigliat, ce simmo affezionati», un ricorso all’ironia di fronte alla spazzatura che invade la carreggiata e impedisce il passaggio pedonale. Al Corso Umberto, ieri mattina, i residenti hanno rovesciato sulla carreggiata i cassonetti stracolmi di sacchetti non raccolti da diversi giorni, mandando in tilt il traffico fino a piazza Garibaldi e si è reso necessario l’intervento della polizia municipale per deviare le macchine sulla corsia utilizzata dagli autobus. Ed al Rettifilo, inoltre, i commercianti hanno coperto con dei teli bianchi la spazzatura per cercare di nasconderne la vista a residenti e turisti. Allarme roghi. Nella notte i vigili del fuoco hanno spento circa una cinquantina di roghi per i rifiuti dati alle fiamme. Particolarmente colpito il centro storico, in via Foria, Santa Terasa degli Scalzi e zona Museo. Incendi sono stati appiccati anche in via Emilio Scaglione, nel quartiere periferico di Chiaiano. In 15 ore i pompieri sono intervenuti nel centro della città, al Vomero, quartiere collinare di Napoli, a Capodimonte, in via Salvator Rosa. Roghi anche nel cuore del Vomero, in via Cimarosa. «Rimane fortissima la preoccupazione per il crescente numero degli incendi - ha sottolineato l’assessore comunale all’Igiene, Paolo Giacomelli - in quanto possono produrre gravi danni alla salute dei cittadini. I fumi che emettono questi roghi contengono quantità pericolose di diossina. Comprendo l’esasperazione ma in questo modo non si fa altro che aggravare la situazione». E l’assessore Giacomelli, vista la situazione è costretto ad ammettere la resa del Comune davanti alla realtà: «Mi dispiace moltissimo, sembrava che saremmo riusciti a raccogliere i rifiuti presenti nelle strade per le festività, e invece l’operazione Pasqua pulita non è riuscita».

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