Centrale Edison a Flumeri, ora la risposta al governo

Il presidente della Provicnia interroga i ministri:
"Tutelare le popolazioni"
20 aprile 2011 - Nicola Diluiso
Fonte: Il Mattino Avellino

A dieci anni dall’avvio delle procedure per l’installazione della centrale termoelettrica da 400 megawatt, continua la battaglia delle istituzioni locali per fronteggiare l’insediamento della Edison. In attesa di una nuova convocazione a Roma - è in corso la procedura per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, mentre nel 2002 la Commissione per le valutazioni dell’impatto ambientale formulò parere favorevole - il senatore Cosimo Sibilia, Presidente della Provincia di Avellino, ha presentato un’interrogazione al Ministro per lo Sviluppo Economico ed al Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare. Le ragioni del senatore sono interpretative delle istanze di un territorio che, sostenuto dalle amministrazioni locali, da sempre ha manifestato preoccupazione, dubbi e contrarietà al progetto della ex Fiat Energia. Sibilia ha chiesto ai Ministeri «quali iniziative intendano assumere, per tutelare le popolazioni di Flumeri e della Valle Ufita che sarebbero inevitabilmente danneggiate da un progetto che presenta aspetti di pericolosità per la salute, per l’ambiente e per lo sviluppo economico ed occupazionale dell’intera area». L’interrogazione punta anche a far luce «sulla conformità progettuale rispetto alla normativa vigente e sul derivante impatto ambientale». Il corposo documento è avvalorato da specifici riferimenti riguardanti i maggiori aspetti di criticità, come ad esempio le risorse idriche, la qualità dell’aria, la produzione e l’autosufficienza energetica nelle zone interne. Si fanno notare forti perplessità sull’approvvigionamento idrico. La Edison reclama una concessione trentennale per potere utilizzare le acque del bacino. Ma, in effetti, quella autorizzazione è stata concessa alla Irisbus, nei cui perimetri territoriali la Edison ha indicato il proprio sito, senza tuttavia, ottenere quell’utenza. Per di più la Regione Campania, in accordo col piano di tutela delle acque - e nella fattispecie della Piana dell’Ufita - ha di fatto bloccato le richieste di autorizzazione a ricerca idrica sia per finalità produttive che per uso domestico, salvo casi eccezionali. Altri aspetti preoccupano. In realtà lo studio - del 2002 - riferito al contesto ambientale sembra superato: in considerazione del mutamento climatico ed industriale (sorte in questi nove anni diverse realtà produttive) le condizioni di oggi sono lontane da quelle riportate nell’iter procedurale. Mentre «non sembra siano stati implementati i sistemi di monitoraggio e controllo delle emissioni». Le province di Avellino e Benevento, poi, rientrano nella macro area regionale «interna». E siccome la «Luminosa srl» ha ottenuto il giudizio favorevole di compatibilità ambientale per la centrale elettrica di Ponte San Valentino, nel Sannio, la contestuale autorizzazione della centrale Edison andrebbe a modificare, in maniera sostanziale, i presupposti per la tutela dell’aria. Il rapporto costo-benefici non è in linea con una serie di valutazioni tecniche ed economiche. In realtà, la provincia di Avellino, grazie agli impianti eolici presenti sul territorio (141 progetti per altrettanti impianti di produzione da fonti energetiche rinnovabili sono in fase istruttoria), produce molta energia elettrica in più rispetto al proprio fabbisogno. Un esempio? Le fonti eoliche (base dati ufficiali Gse) generano per la sola provincia di Avellino 226.8 Mw, rispetto ad un fabbisogno stimato (comprensivo della provincia sannita) di 273 Mw. Basterà, ora, l’impegno del senatore Cosimo Sibilia - dettato anche dalle sollecitazioni del Comune di Flumeri e dei rappresentanti del Parlamentino - a scongiurare l’insediamento? Certamente l’interrogazione rappresenta un ulteriore atto di resistenza rispetto ad una scelta che dopo dieci anni sembra non aver convinto né le istituzioni, né i cittadini.

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