La struttura lavorerà su tre linee e tratterà anche le scorie. Potrà essere utilizzata per il riscaldamento per fini industriali

re anni per il termovalorizzatore della città

Pubblicato il bando per Napoli est
L'impianto costerà 350 milioni e brucierà 450mila tonnellate all'anno
17 aprile 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Dovrà sborsare 349 milioni (più Iva) la società che si aggiudicherà la gara per realizzare e gestire il termovalorizzatore di Napoli est. E dovrà realizzarlo entro tre anni dall’apertura del cantiere: avranno un punteggio maggiore le imprese che si impegneranno ad accorciare i tempi. Il bando sarà pubblicato nelle prossime ore sulla gazzetta europea ed è già stato inviato dal commissario Alberto Carotenuto. L’impresa dovrà realizzare un impianto da 450 mila tonnellate all’anno (quello di Acerra ne brucia 600 mila e quello di Salerno dovrebbe bruciarne 200 mila) funzionerà su tre linee e sarà completo di trattamento delle scorie. E questo permetterà di abbattere del trenta per cento le emissioni complessive di Co2. E una volta inertizzate le scorie potranno essere utilizzate per l'edilizia: in questo modo si ridurrà drasticamente la necessità di discarica. A base di gara sarà messo un progetto - redatto dal direttore tecnico della Sapna Giovanni Perillo - e non uno studio di fattibilità e sarà anche prevista la possibilità (ma solo la possibilità) di utilizzare la struttura industriale per il riscaldamento per usi industriali. L’impianto brucerà tal quale e produrrà 150 GWh all'anno di energia. Grazie al Cip 6 il gestore potrà realizzare guadagni notevoli. E al fortunato vincitore andranno anche gli incassi della tariffa versata dalla Provincia che sarà quasi il doppio di quella incassata dalla A2A per Acerra: 93 euro a tonnellata al posto di 53. Ai 53 euro previsti per il trattamento bisognerà aggiungere i 35 attualmente dovuti per gli stir (che secondo il piano regionale diventeranno però impianti di compostaggio, visto che il termovalorizzatore brucerà tal quale) e 5 per i trasporti. Questa la tariffa posta a base di gara andrà a diminuire nel corso degli anni. Al Comune di Napoli che ospiterà l'impianto andranno 5,20 euro a tonnellata. Sono previste anche una royalty annuale, in favore dei comuni limitrofi, di un euro per ogni tonnellata di rifiuto conferita all'impianto, con esclusione dei rifiuti conferiti dai Comuni stessi e di 6 euro a tonnellata sui rifiuti conferiti da ciascuno di essi. Il bando prevede ovviamente anche i requisiti necessari per le ditte che intendono partecipare. Le aspiranti dovranno avere referenze bancarie rilasciate da due istituti bancari; un capitale sociale non inferiore a 15 milioni di euro; avere conseguito un volume d’affari globale, ottenuto con attività di gestione di impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, per un importo pari a 30 milioni di euro negli ultimi cinque anni e aver gestito nello stesso periodo di tempo un impianto di termovalorizzazione per un periodo di almeno due anni, con potenzialità non inferiore al 65% di 450.000 tonnellate annue. Le soglie economiche sono dunque molto basse e potrebbero permettere a molte imprese, anche di dimensioni contenute, di partecipare. Poi ci sono una serie di garanzie previste dal punto di vista della qualità e della gestione. E l'assessore regionale all'ambiente, Giovanni Romano, nel ringraziare il commissario Carotenuto ha detto: «La pubblicazione sulla Gazzetta europea del bando per l'appalto in concessione relativo alla realizzazione e gestione del termovalorizzatore di Napoli est testimonia anche che l'attuazione del Piano per i rifiuti già all'esame di Bruxelles è in corso». Ma non tutto sarà semplice: l'Asìa aveva già firmato, infatti, un protocollo d'intesa con l'allora commissario Bertolaso e formato una società, la Neam, con la Provincia di Napoli. Nel bando potrebbe essere prevista una revoca dell'accordo che non è stata ancora comunicata al Comune.

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