L'appello di Padre Zanotelli: "Salvate questo territorio"

"Acaqua e immondizia, facce della stessa medaglia. Serve il riciclo totale"
16 aprile 2011 - Rosa De Angelis
Fonte: Il Mattino Avellino

Acqua e rifiuti: due facce della stessa medaglia. Ne è convinto padre Alex Zanotelli, intervenuto ad Avellino per promuovere il referendum sull’acqua pubblica che si terrà i prossimi 12 e 13 giugno in tutta Italia. L’Irpinia è un tesoro da proteggere secondo il padre comboniano: «Salvate questo territorio bellissimo che il Signore vi ha dato. - ha esortato - Guai a voi se permetterete che in questo territorio vengano costruite discariche o inceneritori. Dobbiamo arrivare al riciclo totale. Sono i potentati economici che hanno vinto, a loro conviene costruire discariche e bruciare i rifiuti. Sono loro che ci guadagnano». E sull’acqua padre Alex invita tutti a fare la propria parte, ad andare a votare contro la privatizzazione dell’acqua e contro il nucleare, entrambi oggetto di referendum popolare. «Avellino costituisce il cuore dell’acqua. - ha spiegato Zanotelli - Voi donate questa ricchezza anche alla Puglia e alla Basilicata. Capite bene perché è così importante che l’acqua resti in mano pubblica. Sull’acqua ci giochiamo tutto». Uniti i sindacati che hanno partecipato all’incontro per l’acqua pubblica, mentre non mancano i riferimenti alla situazione di stallo legata alla gestione del servizio idrico e all’ipotesi di realizzare una discarica in Irpinia per risolvere la crisi dei rifiuti che ha colpito Napoli. Il segretario provinciale della Cgil Vincenzo Petruzziello ha chiesto una conferenza di servizi per far luce sulla vicenda Alto Calore. «Ancora non si capisce quali siano gli ostacoli per l’affidamento in house. - ha affermato il segretario Cigl - La politica deve finirla di fare il gioco delle tre carte. A Napoli e a Roma si vota a favore e in Irpinia si fa i capopopolo, come è stato fatto con i rifiuti. Mentre altrove si sprecano tanti soldi, intanto l’Alto Calore ha ancora 70 milioni di debito: se il bilancio non è a posto, l’appalto in house salta». Sulla stessa linea anche Cisl, Uil e Ugl. Per Antonio Oliviero della Cisl «i sindacati devono essere uniti nel chiedere l’affidamento in house. Se poi il referendum avrà esito positivo, questo porterà il legislatore a fare un passo indietro». L’obiettivo è raggiungere il quorum, attraverso una campagna di sensibilizzazione, così da non rendere vana la consultazione popolare. «Abbiamo bisogno in queste prossime settimane di attuare un percorso condiviso fino al referendum, per tentare di far comprendere le motivazioni, ma anche l’importanza di un ruolo attivo dei cittadini. - ha spiegato Franco De Feo, segretario provinciale della Uil - Bisogna inoltre convincere la politica di Avellino e Benevento a garantire un servizio di qualità, efficiente e a tariffe accettabili. Se questo sistema potrà garantire l’affidamento in house all’Alto Calore Servizi, allora il nostro obiettivo sarà raggiunto». D’accordo Costantino Vassiliadis, segretario provinciale dell’Ugl, che chiede «l’affidamento in house del servizio e la salvaguardia dei livelli occupazionali, rispetto a quello che sarebbe invece l’affidamento ai privati». Per Giuseppina Buscaino, del Comitato provinciale per l’acqua pubblica, l’obiettivo è portare i cittadini a votare per abrogare le due leggi che aprono alla privatizzazione: «I cittadini dovranno decidere se vogliono l’acqua privatizzata o l’acqua pubblica, poi ci sarà anche il quesito per il nucleare. L’acqua è un diritto inalienabile, consente la vita, e non si può fare commercio di un diritto alla vita. Quando l’acqua gestita dai privati, viene interrotta l’erogazione alle persone che non possono pagare, come è accaduto ad alcuni migranti della provincia di Bergamo. I privati hanno interesse a guadagnare, a fare profitto dall’acqua, ma in questo modo aumenta la bolletta per tante persone». E sull’ipotesi di una discarica in Irpinia aggiunge: «Dovranno passare sul nostro corpo per fare questo»

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