Pustarza e Difess Grande, allarme inquinamento

Il rapporto dell'Arpac sulle due discariche e sul torrente Cervaro: nelle acque metalli pesanti
5 aprile 2011 - Nicola Diluiso
Fonte: Il Mattino Avellino

Scatta l’allarme inquinamento. I dati relativi alle indagini e ai monitoraggi effettuati dal dipartimento tecnico provinciale di Avellino dell’Arpac sulle discariche di Pustarza e di Difesa Grande e sul torrente Lavella, affluente del Cervaro, riconsegnano uno scenario inquietante. Lo sversatoio di Savignano Irpino, realizzato nel 2008 dalla Ibi Spa, società destinataria dell’interdittiva antimafia, sembra trasudare, mentre nelle vasche della più grande discarica arianese si registra un movimento franoso significativo. Ancora: nelle acque del fiume è stata rilevata la presenza di metalli pesanti. Ora, carte alla mano, il presidente di «Ariano in movimento» Giovanni Maraia, invierà alla Procura della Repubblica di Ariano Irpino, l’ennesima denuncia in materia di rifiuti. Dati e numeri preoccupanti per l’impianto di Savignano Irpino, riferiti a quattro rapporti di prova: due sulle acque superficiali, altrettanti nei piezometri (pozzi spina) Pz2a e Pz3a. Per ciò che concerne l’analisi delle acque superficiali, «i parametri accertati, sia a monte della vasca di prima pioggia (rapporto 33, ndr), che a valle (rapporto 35, ndr), rientrano nei limiti fissati». Le note stonate, invece, riguardano i rapporti di prova 1297 e 1298: confrontando i valori limiti del decreto legislativo 152 del 2006, ecco che nelle acque del sottosuolo la presenza di metalli pesanti è evidente. Al confronto: il cromo esavalente in superficie è minore di 0,1 microgrammi per litro, nei pozzi spia i valori di questo elemento raggiungono quota 3,0 microgrammi per litro. Inoltre, il piombo passa da 0,1 a quota 35,5; il ferro raggiunge i 1625 microgrammi, il nichel da 2,4 a 32,4. Evidente anche la soglia del manganese: 1783 microgrammi per litro. Mentre risulta consistente pure la crescita dello zinco che dal 1,8 della vasca a monte passa a 184 nel piezometro Pz3a. L’Arpac proprio in riferimento alle analisi dei due piezometri per la valutazione richiama il decreto legislativo 36 del 2006, allegato 2, punto 5: «La discarica di Savignano Irpino perde. La presenza, sancita dai risultati dell’Arpac, di metalli pesanti nelle acque sotterranee di Pustarza indicano l’inquinamento del sottosuolo. Non esistono ipotesi diverse. D’altra parte le normative europee parlano chiaro: quando nelle acque vi sono metalli pesanti c’è inquinamento». La Procura arianese a breve, riceverà i dati Arpac. «Non ci sorprendiamo più di tanto. – spiega Maraia – Nel momento in cui la discarica di Pustarza è stata realizzata su di un vecchio sversatoio, accertato come sito inquinato e che doveva essere bonificato, i risultati non potevano che essere questi». Al Procuratore di Ariano giungeranno anche gli esiti delle indagini riferite al torrente Lavella e alla discarica di Difesa Grande. Dati, questi ultimi, che riguardano il sopralluogo effettuato dai tecnici dell’agenzia regionale di protezione ambientale il 10 gennaio 2011. Sembra che le precedenti prescrizioni di predisporre la messa in sicurezza della frana individuata nel febbraio 2010 (riscontro 1257 del 2010) siano state disattese. Tanto che nel verbale è riportato: «A valle della discarica, non risultano posti in essere significativi interventi di consolidamento atti ad arrestare il fenomeno franoso. Ciò ha determinato un peggioramento dello stato dei luoghi con la formazione di nuove fratture che hanno causato cedimenti anche lungo le canalette di regimentazione delle acque meteoriche». I tecnici Arpac, dunque, ribadiscono l’urgenza di interventi risolutori e la verifica della tenuta dei teli di protezione. Infine, in seguito dell’esposto dello scorso autunno di «Ariano in movimento», con il quale si denunciava la presenza di acque nere nel fiume Cervaro, alla località Tesoro, tra Ariano e Villanova del Battista, i rapporti di prova numero 1489 e 1490 eseguiti sul torrente Lavella, affluente del Cervaro, danno corpo alle preoccupazioni di Maraia: il colore scuro delle acque è determinato anche dalla presenza di metalli pesanti.

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