De Luca e Lengua: giuste le critiche a Sibilla

"Sulle discariche non si può essere accondiscendenti con il Pdl a Roma e contrari in Irpinia
4 aprile 2011 - Luigi Basile
Fonte: Il Mattino

La querelle sull'emergenza rifiuti si è riaffacciata anche ieri, al Circolo della stampa, durante l'incontro organizzato dal movimento Modem del Pd, sul tema «I giovani e la politica», al quale hanno preso parte il consigliere regionale della Lombardia, Pippo Civati, il senatore Enzo De Luca, il segretario provinciale dei democratici, Caterina Lengua, il vice Francesco Todisco ed il coordinatore del circolo di Avella, Pellegrino Palmieri. «Non giochiamo sul futuro di questa provincia - ha affermato De Luca -, la responsabilità delle decisioni è innanzitutto di chi governa. Non si può avere un doppio atteggiamento: a Roma essere accondiscendenti con le politiche del Pdl e sul piano locale criticarle». Le riflessioni del senatore sono indirizzate ai parlamentari del centrodestra, anche se dalle sue parole non emerge una completa indisponibilità ad una battaglia comune con le altre forze politiche, come sollecitato pure dal leader dell'Udc, Ciriaco De Mita («mi fa piacere ...che si sia accorto del problema dei rifiuti», ha osservato a margine il senatore Pd). «Di sicuro però - incalza De Luca - non si potranno fare più campagne elettorali sui rifiuti. Il bluff è stato scoperto. Adesso occorre chiarezza». L'esponente democratico ripropone l'opzione delle cave dismesse, presenti in Campania, come soluzione per alleggerire il problema dello smaltimento dei rifiuti inertizzati. A chi gli chiede conto delle differenti posizioni emerse nel Pd sul tema rifiuti, il senatore risponde: «Non c'è da scandalizzarsi che in un partito si discuta e vi siano valutazioni diverse». Il segretario provinciale Lengua ha confermato la linea dell'esecutivo. «In questi giorni - ha sostenuto - mi sono convinta che quanto più ci attaccano, anche esprimendo giudizi personali gratuiti, vuol dire che abbiamo colto nel segno. Anche in questo territorio ci si è lasciati contaminare dalla logica padronale e berlusconiana, secondo la quale non può esservi un pensiero alternativo e critico». Il riferimento del numero uno di via Tagliamento è al coro di attacchi giunti dal centrodestra, dopo la pubblicazione del documento della segreteria democratica, con il quale si criticava le posizioni di Sibilia, considerate contraddittorie. «Non si è credibili se ci si oppone alle scelte di una coalizione come il centrodestra, della quale si è parte», ha affermato Lengua. «Noi vogliamo esprimere l'insoddisfazione che l'Irpinia avverte non solo sul tema dei rifiuti, ma anche per le scelte effettuate dalla Regione nel settore dei servizi sanitari ed ospedalieri. Con gli altri partiti del centrosinistra intendiamo costruire un'alternativa, sulla base di una nuova agenda politica che risponda agli interessi collettivi e non a quelli di Cosentino e dei suoi amici». Duro è stato il consigliere provinciale Franco Russo: «Non mi sembra che Sibilia abbia avuto un atteggiamento da leone in Parlamento e nel suo partito, difendendo l'Irpinia, ma piuttosto si è accodato alle decisioni dei vertici». Il vice-segretario del Pd Todisco, invece, ha puntato l'indice contro la logica campanilistica dei territori che «non può sostituirsi alla visione politica e al programma che muove ed orienta un partito». «Non si possono cancellare improvvisamente - ha incalzato - ruoli e responsabilità. La politica deve farsi carico dei problemi dell'Irpinia dentro un quadro generale di risoluzione dell'emergenza. Non si possono ignorare i sacrifici ed i comportamenti virtuosi delle nostre comunità, ma ritenere che la provincializzazione del ciclo dei rifiuti sia la soluzione è un'illusione. Non siamo autosufficienti: per la termovalorizzazione dipenderemo, comunque, dagli impianti che saranno dislocati altrove». Anche Pippo Civati, che ha soprattutto affrontato la questione del rinnovamento della politica e della partecipazione dei giovani ai processi decisionali, non si è sottratto ad una battuta sull'emergenza rifiuti: «Oltre a denunciare le colpe della destra, dovremmo avere il coraggio di ammettere anche i nostri errori».

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