Bloccati i camion diretti a Tufino «Perdono percolato, subito le analisi»

Anche i sindaci con gli ambientalisti
Lungeh code davanti al'impianto raccolta a rischio nei comuni
3 aprile 2011 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

Protesta davanti allo stir di Tufino. Ieri alcune associazioni ambientaliste con i sindaci di Visciano, Domenico Montanaro, e di Tufino, Carlo Ferone, hanno cacciato dalle code alcuni camion. Spiega Gioacchino Iovino, presidente dell'associazione nazionale per la tutela dell'ambiente: «Da alcuni compattatori colava del liquido sospetto, in altri c'erano ingombranti e rifiuti speciali che non possono andare in discarica. Perciò abbiamo chiesto l'intervento delle forze dell'ordine per allontanarli. Vogliamo le analisi per quello che secondo noi è percolato». Già nei giorni scorsi i cittadini avevano protestato ritenendo che dai camion fuoriuscisse percolato, ma la Sapna aveva risposto che si trattava di acqua piovana. La protesta ha fatto allungare la coda davanti all'impianto. E del resto l'attesa è lunga, anzi lunghissima anche per sversare a Giugliano e negli altri stir della Regione. Anche per questo i Comuni non riescono a liberare i camion e a utilizzarli per la raccolta del giorno successivo. Un miglioramento si è realizzato con l'apertura dello Stir di Caivano che era rimasto chiuso per più di un mese. Poiché non è stato possibile incrementare i conferimenti a Chiaiano dove in attesa del termine dei lavori di adeguamento non si possono portare più di duecento tonnellate al giorno, a fronte delle cinquecento previste dall'accordo con i sindacati, il direttore tecnico della Sapna Giovanni Perillo, ha deciso di puntare tutto sullo stir affidato ad A2A. Ora sarà la società provinciale, con i fondi della Protezione civile, a trasferire fuori regione la frazione umida prodotta ogni giorno dall'impianto. E questo in attesa che la Markab (l'intermediaria scelta dai bresciani) riesca a chiudere un nuovo contratto per portare all'estero la frazione fut arretrata che ingombra i piazzali. Lo svuotamento degli stir resta il problema centrale della crisi attuale: in assenza di discariche, infatti, tutta la spazzatura finisce negli impianti di tritovagliatura che separano la frazione secca, che finisce al termovalorizzatore di Acerra, da quella umida destinata comunque in discarica. Poiché non ci sono siti di sversamento in provincia di Napoli questa viene portata ad Avellino e Caserta o nelle altre regioni con un notevole aggravio di spesa. Secondo i conti della Sapna si spendono infatti più di venti milioni al mese per i trasferimenti negli impianti italiani.

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