Emergenza Rifiuti, l'attacco a Sibilla divide il pd

Adiglietti: sbagliato, non è tempo di polemiche. Il presidente: non raccogliamo menzogne
2 aprile 2011 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino

È bagarre politica sulla questione rifiuti. Le parole del segretario del Pd, Caterina Lengua, e del suo vice Francesco Todisco contro Cosimo Sibilia hanno provocato una scia di polemiche, aprendo un’ulteriore frattura tra le varie anime del partito. Il presidente della Provincia replica secco: «Non raccogliamo queste menzogne, per noi parlano i fatti e i fatti dicono che continueremo a difendere l’Irpinia, il nostro territorio, da ogni tentativo di farne una grande discarica di rifiuti napoletani». A via Tagliamento che non manca chi - come Gerardo Adiglietti - esce allo scoperto e critica la posizione assunta. «Le loro parole - evidenzia - mi hanno lasciato assai perplesso: il presidente Sibilia, del resto, sta mantenendo la posizione, che prevedeva una società pubblica e la provincializzazione del ciclo integrato dei rifiuti, espressa dal consiglio provinciale su richiesta del Pd. Oggi, nessuno dà credito alla politica e ai partiti perché sono lontani dai problemi della gente. Per questo, bisogna fare fronte comune, serve trasversalità». Adiglietti mostra di condividere maggiormente l’attacco all’Udc, ma - precisa - «questi comportamenti possono essere accettabili sono in tempi normali: non è il momento di fare polemica con altre forze politiche». Un assunto che il rappresentante del Pd - plaudendo alla scelta dei consiglieri regionali irpini di abbandonare l’aula al momento della presentazione del subemendamento di Gennaro Salvatore - spiega chiamando in causa i rappresentanti napoletani anche del partito, che - rimanendo ai loro posti - «hanno fatto prevalere le logiche territoriali a quelle politiche e di partito». Per oggi alle 16,30, Laboratorio Democratico conferma il confronto su «Ancora rifiuti? Insieme salviamo l’Irpinia» con parterre bipartisan: Fernando Romano, Giuseppe Galasso e Rosetta D’Amelio del Pd, Pietro Foglia dell’Udc, Sergio Nappi di Noi Sud e Cosimo Sibilia del Pdl. In difesa della Lengua e di Todisco scende, invece, in campo il presidente del Pd, Carmine De Blasio che critica la reazione di Franco D’Ercole. «Al peggio non c’è mai fine», aveva evidenziando il presidente dell’Alto Calore, non mancando di mostrarsi «allibito di fronte a tanta cattiveria». «Trovo le sue dichiarazioni dice De Blasio - spropositate come reazione, esagerate nei toni e inaccettabili nei contenuti, specie laddove si fa riferimento alla vita interna del Pd e alla sua dirigenza. Sono convinto che esperienza, maturità e saggezza politica sapranno indurre ad un opportuno gesto di scuse». «Allibito per l’imprudenza mostrata da D’Ercole» il dirigente del Pd, Enzo Venezia. «Oggi viene fuori - spiega - che la Campania è stata presa in giro: l’immondizia di Napoli è stata solo un palcoscenico per la recita di un imbonitore da piazza che ha imbastito falsi prodigi, lasciando tornare le cose allo stesso punto di prima appena spente le luci delle telecamere. La destra non ce la fa a mettere in campo qualcosa che non somigli a soluzioni improvvisate e rimescola le carte: attacca la provincializzazione, la scelta che ha funzionato ad Avellino e Benevento. Sibilia di questo meccanismo è vittima e ingranaggio. Gli abbiamo posto il problema di scegliere: non può essere al tempo stesso il vice del re lontano, corresponsabile delle scelte a nostro danno, e il Masaniello che organizza le folle». Compatto, invece, il Pdl a difesa di Sibilia. «Il Pd - evidenzia il consigliere regionale Antonia Ruggiero - ha perso un’occasione per dimostrarsi collaborativo in nome del bene dell’Irpinia e ha preferito riflettere le mille divisioni che lo animano internamente in un conflitto con Sibilia. Il presidente della Provincia si è distinto per la costante difesa dell’Irpinia dall’emergenza rifiuti: mi sembrano parole immeritate quelle rivolte tra l’altro in un momento in cui si poteva esprimere una convergenza d’idee anche tra personaggi tradizionalmente opposti politicamente».

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