Veleni a Chiaiano, tre periti per conoscere la verità

Via ai carotaggi per verificare le infiltrazioni di percolato. La procura nomina i superconsulenti
2 aprile 2011 - Rosaria Capacchione
Fonte: Il Mattino

Due sono gli stessi geologi che già all’epoca dell’emergenza del 2008 avevano detto che no, che la cava di Chiaiano non era idonea a raccogliere i rifiuti napoletani. Parteciparono al tavolo tecnico con il viceprefetto Marta Di Gennaro, braccio destro di Guido Bertpolaso, ma la loro voce rimase inascoltata. L’altro è un collega di Cassino, completamente estraneo alle vicende napoletane. Sono i tre consulenti, tutti professori universitari, nominati dalla Procura di Napoli per effettuare i carotaggi nella discarica. Saranno loro, Franco Ortolani, Angelo Spizzuco e Paolo Croce, a dover valutare i dati che emergeranno dopo le indagini tecniche sugli argini liberi dell’impianto e, successivamente, anche in profondità. Argini che avrebbero dovuto essere collaudati martedì scorso, la verifica è stata però rinviata a data da destinarsi. I pm Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio, titolari dell’inchiesta, stanno valutando se chiedere al gip un incidente probatorio, cioè se blindare in contraddittorio con la controparte gli esiti della perizia tecnica così da considerarla poi acquisita definitivamente, come se fosse stata compiuta in dibattimento. Una richiesta analoga è stata già avanzata dall’avvocato Gennaro Lepre, che assiste i titolari della la Ibi, una delle società coinvolte nell’inchiesta sulla gestione dell’impianto. Inchiesta che parte dall’aggiudicazione dell’appalto alla Ibi Idroimpianti della famiglia D’Amico, società alla quale nel dicembre scorso è stata revocata la certificazione antimafia. Nelle motivazioni dell’interdittiva, impugnata dinanzi al Tar Campania, si fa riferimento ai rapporti tra la ditta e la Pts, impresa siciliana riconducibile ad Antonino Spica e Pietro Ciulla «entrambi legati ad ambienti e società ritenute contigue alla criminalità organizzata», che si era aggiudicata in subappalto i lavori per la discarica siciliana di Bellolampo, la stessa sotto il quale è stato trovato un invaso colmo di percolato non smaltito. Tra le ditte subappaltatrici della Ibi c’è anche la Edilcar dei Caradente Tartaglia, che sarebbero collegati - a detta degli investigatori - a esponenti del clan Mallardo. Il Tar Campania nei giorni scorsi ha acquisito anche l’informativa integrativa dei carabinieri del Noe, con l’esito delle perquisizioni effettuate la scorsa settimana, e l’annotazione - trasmessa pure alla Prefettura di Napoli - nella quale sono riportate le dichiarazioni rese da Gaetano Vassallo, imprenditore dei rifiuti che da quasi tre anni collabora con la giustizia, sia sulla Ibi Idroimpianti (e sul suo amministratore Antonio D’Amico), sia su Giuseppe Caradente Tartaglia. «La Ibi - ha dichiarato Vassallo - già nel 1995 è stata indicata da Felice Mallardo, capo del clan Mallardo, come ditta di soggetti affiliati al clan». Ha aggiunto anche di aver constatato personalmente che Antonio D’Amico e Giuseppe Caradente erano in rapporti con Pasquale Zagaria. E che i lavori per la realizzazione di diverse discariche nella provincia di Napoli sono stati «volutamente veicolati dal clan Mallardo per essere eseguiti dalla Ibi Idroimpianti e dalle ditte riconducibili alla famiglia Caradente Tartaglia». E intanto dagli amministratori della Ibi arriva la prima risposta. In una nota, firmata dall’amministratore unico Daniela D’Amico, si conferma «la propria fiduciosa aspettativa che gli esiti conclusivi delle pendenze giudiziarie in corso ristabiliranno senza meno la correttezza gestionale e dell’assoluto rispetto per le esigenze di tutela dei cittadini cui la nostra azienda con i propri dipendenti si sono sempre improntati». Ma aggiunge anche la «rinuncia irrevocabile al prosieguo delle attività nel comparto gestionale dei rifiuti solidi con la dolorosa consapevolezza che per la prima volta nella sua intera storia imprenditoriale, sarà costretta a mandare in cassa integrazione e/o licenziare tutto il personale tecnico ed amministrativo addetto a tali commesse».

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