Rifiati Nel capoluogo per strada ieri c'erano 1600 tonnellate. Conseguenza della chiusura di Chiaiano e del piano di lavoro approvato a Palazzo Chigi e disatteso da Regione e Provincia Napoli, è di nuovo crisi

Mai partita la fase due

L'esportazione fuori Campania è finita in un vicolo cieco. E per la stagione turistica si rischia il flop
29 marzo 2011 - Giorgio Mottola
Fonte: Terra

Il piano di lavoro che lo scorso 4 gennaio i rappresentanti delle istituzioni campane hanno sottoscritto assieme al ministero dellAmbiente è stato del tutto disatteso. L'accordo prevedeva la pulizia immediata delle strade ( fase uno) e l'assunzione di impegni precisi per il medio e breve termine. La Regione avrebbe dovuto assicurare il superamento della pro-vincializzazione della gestione dei rifiuti. La Provincia, guidata da Luigi Cesaro, si era fatta carico di trovare un invaso da un milione di tonnellate. E il Comune avrebbe provato ad accelerare i tempi per l'incremento della raccolta rifiuti. Sono passati più di tre mesi, ma la situazione è esattamente allo stesso punto. L'accordo con le altre province per accogliere i rifiuti napoletani non è stato ancora trovato. Cesaro, che aveva inizialmente ripiegato sull'ipotesi di due mini sversatoi, per il timore delle proteste popolari, non è riuscito nemmeno a individuare ufficialmente i siti per le nuove discariche. E per quanto riguarda il fronte comunale, i tempi per l'ampliamento della raccolta differenziata ad altri quartieri si profilano più lunghi del previsto. Anche la strada dell'esportazione fuori regione si è rivelata un vicolo cieco. Lo scorso 13 marzo la giunta dell'Andalusia ha rispedito al mittente le 30mila tonnellate di rifiuti campani, che dovevano essere smaltite a Jerez de la Frontera, presso la discarica di Verinsur. «Non sembra specificata nei dettagli la composizione chimica di cui sono fatti i residui e non si capisce bene che fine farebbero tali sostanze», è stato il commento delle autorità spagnole rispetto alla documentazione che accompagnava l'immondizia. La stessa diffidenza è stata mostrata dalle altre regioni italiane. Solo la Puglia ha risposto alla richiesta di soccorso proveniente dalla Campania. Un sostegno che però si è dimostrato molto debole. Causa le proteste dei cittadini pugliesi, su 70mila tonnellate, che Vendola aveva promesso di accogliere, ne sono potute arrivare meno di mille. In questo modo, si è ritornati all'emergenza dell'immondizia per strada. Secondo l'assessore all'Ambiente del Comune di Napoli Giacomelli i rifiuti sono destinati ad aumentare di 100 tonnellate ogni giorno. È la conseguenza della quasi chiusura dell'invaso di Chiaiano, finito sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia. L'impianto, a causa degli accertamenti della magistratura (potrebbe profilarsi il pericolo del disastro o ambientale), non può, per ora, accogliere più 150 tonnellate al giorno. E comunque, pur lavorando a pieno ritmo, la capienza dello sversatoio dovrebbe essere raggiunta nel giro di un mese. Il grosso dell'immondizia ieri e lunedì è finito negli Stir di Caivano e Giugliano, che però sono già in grossa difficoltà. Più che giustificate le proteste di Confesercenti («Così si rischia di compromettere l'avvio delle stagione turistica») e dei Verdi: «Regione e Provincia non hanno idea di come affrontare l'emergenza».

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