Via alla bonifica per Regi Lagni e laghi flegrei

La Regione investe trecento milioni di euro
Amendolara: in questi siti porteremo i turisti
30 marzo 2011 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Matino

Scatta il piano per le bonifiche e il rilancio dei siti inquinati. Sul tavolo ci sono circa 300 milioni di euro di fondi europei, messi a disposizione dalla Regione. Nell’ultima riunione la giunta, come annunciato dal governatore Stefano Caldoro, ha deciso di destinare queste risorse al recupero di numerose aree del territorio ferite a causa degli scempi ambientali: i Regi Lagni, il litorale domizio-flegreo, i laghetti dell’area flegrea ed il Vesuviano. Gli interventi, con il relativo cronoprogramma, saranno definiti nel dettaglio attraverso un provvedimento ad hoc che verrà messo a punto nelle prossime settimane ed in cui un ruolo cruciale spetterà al sistema dei depuratori. Ma la sfida, su cui si sta concentrando l’assessore all’Agricoltura Vito Amendolara, è stabilire contestualmente anche un programma di sviluppo dei siti oggi compromessi. L’esponente della giunta Caldoro lo ha annunciato ieri nel corso di un dibattito all’hotel Continental proprio sul tema del recupero ambientale: «Dobbiamo ripartire dai territori mettendo in moto una nuova economia. La storia, la tradizione e i nostri paesaggi mozzafiato possono essere da traino. Accanto a ciò dobbiamo puntare sui prodotti tipici e sulla dieta mediterranea. Il tutto attraverso un rapporto costante tra le istituzioni e le forze produttive per realizzare sinergie e forme di collaborazione». E allora l’obiettivo, ha aggiunto, è valorizzare le eccellenze per costruire «percorsi turistici in grado di intercettare nuovi flussi di visitatori che potranno emozionarsi con le nostre bellezze». L’operazione prevede dunque due momenti, strettamente collegati: da un lato le bonifiche, dall’altro la costruzione di un’immagine positiva mettendo in luce i punti di forza delle singole aree. La filosofia di fondo è che quest’ambito possa essere strategico per potenziare l’economia locale: «Il 61 per cento della nostra regione è rurale - ha sottolineato a tal proposito Amendolara - e l’insieme delle aree agricole, forestali e naturali rappresenta il 92 per cento del territorio campano. In questo contesto abbiamo già undici siti Unesco a cui si aggiungerà presto il centro storico di Benevento. Con il riconoscimento di patrimonio mondiale alla dieta mediterranea abbiamo fatto tredici». Da qui la decisione di destinare cospicui investimenti al comparto: dopo aver riaperto i bandi destinati allo sviluppo rurale, la Regione ha ricevuto mille domande per un totale di 315 milioni di euro. Vista la massiccia partecipazione, si è così stabilito di spostare i termini di chiusura dei bandi all’8 aprile. Tali azioni di bonifica e sviluppo rientrano in un piano più complessivo di utilizzo dei fondi europei per grandi progetti strategici che punta a rompere radicalmente con il passato: «Basta con i fondi dispersi in mille rivoli» ha chiarito più volte il governatore che ha siglato un patto bipartisan sul Mezzogiorno per far decollare progetti interregionali. Su proposta dello stesso Caldoro, in questa direzione la giunta ha stabilito di costituire l’Unità operativa grandi progetti e di dare mandato all’Autorità di gestione del Por di attivare le procedure previste dai regolamenti comunitari per l’approvazione di queste opere. L’elenco è lungo e prevede una serie di importanti capitoli: accanto ai progetti urbanistici per Napoli (Bagnoli, zona orientale, centro storico) figurano, tra l’altro, l’alta velocità Napoli-Bari; il polo delle energie rinnovabili; porti, interporti e logistica; metropolitana; digitale e nuove tecnologie.

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