"Inceneritore, il mostro va abbattuto"

I residenti di via Cesaro: la strada è stata bonificata ma l'impianto va riqualificato
29 marzo 2011 - Antonio Ioele
Fonte: Il Mattino Salerno

CAVA DE’ TIRRENI. Riqualificano strada e frazioni, ma lasciano in piedi l’ex inceneritore, per i cavesi «il mostro», ed è polemica. Da qualche giorno via Giovanni Cesaro, arteria viaria di notevole importanza che collega le frazioni di Santa Lucia e Sant'Anna con l'ex statale, è stata allargata e completamente asfaltata. Un intervento che rientra nella più ampia opera che sta vedendo, con qualche ritardo, la creazione di una strada alternativa, mirata a decongestionare l’attuale ex statale 18 e a collegare Cava de’ Tirreni con il casello autostradale dell’A30 a Castel San Giorgio. In via Cesaro poi, è stata da poco ultimata una rotatoria che consente un facile smaltimento del traffico proveniente sia da via XXV Luglio che dal centro. Unica nota dolente, la presenza di una struttura sorta nel 1973 su cui più volte associazioni dei consumatori e cittadini avevano chiesto provvedimenti: l' ex inceneritore di Santa Lucia. Per un gioco del destino, attualmente il bruciatore sorge proprio a ridosso dell’area appena rifinita. Evidente la contrapposizione trae la rotatoria e l’ex inceneritore, attualmente abbandonato ed in stato di degrado, tant’è che, ad ottobre, c’è stato il crollo di una delle ciminiere. «Il funzionamento di questi impianti era tanto semplice quanto spaventoso - racconta l’ingegnere Giovanni Petrolini, che abita a pochi passa dalla struttura - La combustione dei rifiuti nei forni veniva avviata per mezzo di bruciatori a gasolio, di una certa quantità di Rsu indifferenziati, mescolati poi con pezzi di gomma e pneumatici per aumentare la temperatura e risparmiare combustibile. I fumi che si sviluppavano, a rigore, dovevano essere depurati. Probabilmente nell’impianto di Cava mancavano gran parte di quegli accorgimenti tecnici utili per evitare l’emissione di gas tossici. Inoltre, delle scorie della combustione se ne sono perse le tracce». Sebbene sia chiuso ormai da più di 30 anni, si domanda Petrolini, nessuno se ne cura; anzi, si è pensato bene di utilizzarlo come base su cui installare le antenne per le telecomunicazioni, ma non si è mai parlato di bonificarlo. L’ingegnere lancia l’idea: «Perchè non utilizzare i proventi dell’antenna per sanare l'intera area?». A pensarla come Petrolini sono davvero in tanti in zona e sono in molti a condividere la sua proposta. Negli anni, infatti, si sono succedute varie lettere e comunicati di Francesco Avagliano, presidente di Assoutenti. «Abbiamo cercato di sensibilizzare gli amministratori passati e presenti per prendere decisioni chiare ed immediate sulla struttura - lamenta l’avvocato - Inutile dire che nulla è stato fatto,se non solo chiacchiere». Sulla questione è intervenuto anche l’assessore all’ambiente di Cava de' Tirreni, Carmine Salsano: «Preciso da subito, a scanso di equivoci, che all’interno dello stabile non ci sono scorie pericolose. Qualche tempo fa, per via delle straordinarie condizioni metereologiche, cadde una delle ciminiere dell'inceneritore. In quell’occasione ci rendemmo conto della totale assenza di eternit o altri materiali pericolosi. Lì dentro c’è solo cemento armato». Resta però il fatto che la struttura da oltre trent'anni è stata abbandonata a se stessa e, quando si è parlato di abbatterla per un conseguente recupero dell'area, tutti i progetti si sono poi dissolti in un triste nulla di fatto. «Per quanto riguarda la problematica posta dai cittadini - dice Salsano - non credo che, allo stato, l’amministazione intenda recuperarla. È evidente però che la proposta di sfruttare i ricavi dell’antenna sarà sicuramente presa in considerazione».

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