Terzigno

Cava Sari, differenziata record nei comuni vesuviani

Ridotta di quali la metà la percentuale di immondizia da destinare allo sversatoio
24 marzo 2011 - Francesco Gravetti
Fonte: Il Mattino

La protesta tornerà il 30 marzo. Quel giorno le mamme vulcaniche e la rete dei comitati che si battono contro la discarica Sari, nel cuore del Parco Vesuvio, hanno organizzato un corteo dal titolo evocativo: «La Rotonda, il ritorno». Il riferimento è alla rotonda di via Panoramica, teatro di scontri con le forze dell'ordine durante i giorni della rivolta. «Torneremo nel luogo simbolo della protesta, per ribadire il nostro no alla discarica e il nostro sì alla raccolta differenziata», spiegano i cittadini. Ma la tensione dalle parti del Parco Vesuvio resta alta anche per altre ragioni: il percolato, l'impianto di compostaggio, la fos da conferire a Terzigno. In Regione si è tenuta una conferenza di servizi per discutere di una variante al progetto della Sari che permetta di utilizzare il percolato lavorato in discarica, mediante la realizzazione di apposite vasche, «per usi interni». In Provincia, invece, si sono incontrati i 18 sindaci della cosiddetta «zona rossa», quelli che sversano nella Sari. Nel corso dell'incontro i sindaci hanno ribadito l'esigenza di dar vita ad un corretto ciclo industriale, basato sulla complessiva riduzione dei rifiuti ed il potenziamento della raccolta differenziata. E per raggiungere l'obbiettivo è stata avanzata la proposta di realizzare alcuni impianti intermedi per il trattamento dei rifiuti organici e delle altre frazioni, in modo da abbatterne i costi di trasferimento fuori regione e diminuire la pressione fiscale. Un sito per il compostaggio, per esempio, che per ora il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio osteggia. E dalla sua parte ci sono molti rappresentanti dei comitati. Tutti d'accordo, poi, nell'opporsi all'ipotesi di utilizzare cave dismesse per accogliere la fos (frazione organica stabilizzata) proveniente dallo Stir di Tufino. Spiega Giuseppe Capasso, presidente della comunità dei sindaco del Parco: «In riunione ho manifestato la mia contrarietà, sia per la delicatezza dell'ecosistema vesuviano, sia per la sostanziale inutilità di fare ricorso ad ulteriori discariche in presenza di una raccolta differenziata spinta». E proprio la differenziata è la vera buona notizia della querelle rifiuti nel vesuviano. Dice ancora Capasso: «Dall'accordo firmato con il presidente del Consiglio per cancellare la sciagurata decisione di aprire Cava Vitiello e limitare il conferimento a Cava Sari ai soli comuni vesuviani sono trascorsi 5 mesi. Da allora, a fronte delle 600 tonnellate di rifiuti al giorno da conferire nella discarica Sari, i 18 Comuni autorizzati ne hanno ridotto progressivamente la quantità a circa 350 tonnellate, aumentando il livello di raccolta differenziata che ha superato la soglia del 40% con punte che sfiorano il 70% a San Sebastiano al Vesuvio»

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