Emergenza rifiuti: persi i fascicoli di 1500 cause civili

Atti imcompleti, lo stato rischia di pagare 2 miliardi
Duemila ricorsi nel rencidonto dei 17 anni di crisi
18 marzo 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Emergenza rifiuti: duemila cause in corso, ma solo per cinquecento esiste la documentazione. Tutti gli altri fascoli sono persi tra le migliaia di incartamenti del commissariato. Quando nel marzo del 2010 Luciano Cannerozzi De Grazia è stato nominato direttore della struttura stralcio non ha ricevuto la documentazione completa: quindi non è stato possibile finora ricostruire il contenzioso giudiziario. E non esiste nemmeno un calendario delle udienze già fissate in tribunale. Perciò solo un miracolo potrà salvare lo Stato da una pioggia di condanne che, secondo i calcoli fatti nei mesi scorsi dalla struttura stralcio, potrebbe costare intorno ai due miliardi di euro. E non solo: negli ultimi anni sono stati già consolidati debiti per venti milioni di perché l’Avvocatura non ha presentato opposizione ai decreti ingiuntivi della magistratura, come ha spiegato più volte De Grazia. Ma c’è di peggio: ogni volta che è arrivato un nuovo commissario (e se ne sono avvicendati dodici), non c’è stata alcun passaggio di consegna, tanto che perfino la Corte dei conti non ha ricevuto fino a qualche mese fa la rendicontazione delle spese per i periodi tra il 2007 e il 2008. Ricostruire le entrate e le uscite non è stato certo facile: basti pensare che solo per rimettere una parte delle carte a posto è stato necessario fare quasi centomila fotocopie. E non solo: la Protezione civile ha gestito cinque contabilità speciali e i soldi sono andati da un conto all’altro. Basti pensare che per l’emergenza rifiuti la missione amministrativo-finanziaria ha ricevuto 53 milioni di euro come anticipazione da tre diverse contabilità speciali: in due casi i fondi non sono stati ancora restituiti. Ventotto milioni dovranno andare al commissario delegato per l’emergenza del fiume Sarno e 15 a quello per l’emergenza laguna di Venezia. Un caos cresciuto nel corso degli anni. E le forze in campo nell’ultimo periodo erano probabilmente troppo esigue per sciogliere tutti i nodi: dal gennaio al marzo 2010 la gestione legale del contenzioso era affidata esclusivamente a quattro persone: due impiegati dell’Avvocatura che svolgevano straordinario al commissariato e due ufficiali giudiziari. Per questo De Grazia scelse come consulenti giuridici un magistrato della magistratura ordinaria, uno della corte dei conti e un avvocato del libero Foro. Poi propose di eccepire l’interruzione di tutte le cause in corso in modo da costringere i ricorrenti a farsi vivi: ma l’ipotesi fu bocciata. Intanto solo negli ultimi venti giorni di attività della struttura sono stati notificati: 6 decreti ingiuntivi, 32 citazioni, 4 precetti e 4 diffide. A dicembre era già stato fatto un bando per raccogliere le richieste dei creditori: ne sono arrivate 900 per un totale di tre miliardi e mezzo di euro.

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