Arena: "Rifiuti, aree idonee in tutta la regione"

Parla il docente universitario incaricato dalla giunta di Caldoro. Primi cittadini, resta l'allarme
16 marzo 2011 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino Avellino

Tra ricordi di vecchie e recenti battaglie e preoccupazioni mai sopite. L'Irpinia è tornata a vivere ore di forte apprensione sulla scorta di un piano regionale - prossimo alla presentazione - che individuerebbe siti idonei alla realizzazione di impianti per lo stoccaggio dei rifiuti soprattutto nelle province di Avellino e Benevento. Sono andati avanti tutti il giorno - e hanno coinvolto anche i massimi rappresentanti istituzionali della provincia, su tutti il presidente Cosimo Sibilia e l'assessore all'ambiente Domenico Gambacorta - i contatti con Napoli per ottenere l'auspicata smentita di indiscrezioni che si sono fatte via via più insistenti. Solo con il passare delle ore - complici anche le spiegazioni a tarda ora del professor Umberto Arena, ordinario di ingegneria impiantistica presso la seconda Università di Napoli, incaricato di redigere il piano regionale - si è riusciti a capire qualcosa in più e lenire, almeno in parte, le preoccupazioni che comunque non sono cancellate. «La Regione - spiega Arena - ha il dovere di emettere un piano di gestione dei rifiuti, sulla scorta dei criteri stabiliti dalle direttive europee, al quale devono uniformarsi le amministrazioni provinciali». Un lavoro, come lo definisce lo stesso professionista, «di puro tecnicismo»: «Applichiamo sul territorio i vincoli imposti dalla legge per verificare quante e quali aree sono idonee ad ospitare un impianto. In province come l'Irpinia, proprio per la natura geologica del territorio, c'è un numero maggiore di aree idonee rispetto ad altri territori in regione». Ma siti in cui poter allocare una discarica o un impianto di stoccaggio ci sono in tutte le province. Inoltre, «noi abbiamo il compito di realizzare esclusivamente uno strumento tecnico che sarà, poi, consegnato alla politica per operare le scelte future». Le decisioni restano, dunque, prettamente politiche e, anche se nessuno lo dice ufficialmente, l'ipotesi di un nuovo sito in provincia di Avellino sarebbe già stata smentita ufficialmente: in Regione non si sarebbe pensato all'Irpinia per risolvere i problemi di Napoli, ma nessuno - e questo è elemento di preoccupazione - lo dice ufficialmente. Il numero uno di palazzo Caracciolo ribadisce l'intransigenza della Provincia replicando a muso duro all'ennesima insinuazione del procuratore di Napoli Giandomenico Lepore. Altro che «la provincia di Avellino faccia un passo avanti assicurando la propria disponibilità». «Siamo ormai abituati - dice Sibilia - alle esternazioni del procuratore. Ma l'Irpinia ha già dato e la provincia non darà mai l'assenso all'apertura di una nuova discarica: a Napoli pensassero a fare passi in avanti nell'ambito della raccolta differenziata». Allarme resta tra le popolazioni dell'alta Irpinia, nonostante la recente conversione in legge del Dl con la cancellazione di Pero Spaccone dall'elenco dei siti idonei per la realizzazione di una discarica. «Al momento - evidenzia l'assessore Nicola D'Ascoli, del Comune di Andretta - questo resta l'unica certezza. Certo, le parole di Lepore, che continua ad andare oltre la sua sfera di competenza e missione di magistrato, e le indiscrezioni su un piano regionale che sembra scavalcare il principio della provincializzazione, ci fanno mantenere una certa preoccupazione». Sentimenti condivisi anche dagli amministratori di realtà che hanno pagato il prezzo più alto. «Ho già ribadito al tavolo tra Regione e autonomie locali - dichiara il sindaco di Savignano Oreste Ciasullo - la necessità di escludere ufficialmente dalla pianificazione delle regione quei territori che hanno già assicurato il proprio contributo: queste aree devono essere sgravate da ulteriori impegni». Una reazione alle parole di Lepore arriva, nel frattempo, anche dal coordinamento territori e nuove generazioni del Pd: «La vastità del territorio irpino e le sue qualità sono una risorsa solo se si saprà valutare il modo adeguato di utilizzarla. L'Irpinia non è territorio libero "di servizio», non è uno stanzino o un tappeto sotto il quale nascondere l'immondizia di Napoli e della regione. Diciamo «no» all'ennesima richiesta di sacrificio, per non svegliarci domani con una centrale nucleare sotto il naso e a pochi chilometri discariche di immondizia: non è questa la terra che pensiamo di dover lasciare ai nostri figli».

Powered by PhPeace 2.6.4