A Napoli acque più pulite

Depuratori in tilt, ma il mare è bandiera blu

Le analisi Arpac del comune: migliora la salure del litorale a via Caracciolo, Posillipo, Bagnoli
13 marzo 2011 - Maria Pirro
Fonte: Il Mattino

La mappa Tante bandiere blu nelle acque del golfo. Il Comune di Napoli traccia la mappa della balneabilità e nell'ordinanza, per la prima volta, sono segnalati i «voti» sulla qualità: il giudizio è «eccellente» per quasi undici chilometri, in dodici tratti di costa su quindici monitorati dall'Arpac. «Mare pulito a Napoli, nonostante le difficoltà presenti in tutte le zone circostanti città a causa dell'annosa vicenda depuratori fantasma» sottolinea l'assessore all'Ambiente, Gennaro Nasti. A Posillipo in totale, sono tredici i chilometri monitorati attraverso prelievi ed esami di tipo battereologico effettuati dagli esperti dell'agenzia regionale per l'ambiente in Campania. «Promossi» con il massimo indice gli specchi d'acqua a Tricarico-Bagnoli, lido delle Sirene, Nisida, Trentaremi, La Gaiola, Marechiaro. Ancora: la costa all'altezza del Gabbiano sino al lido delle Rose, tra le Rocce verdi e Riva Fiorita, tra Grotta romana e lido del Sole, tra Posillipo e Don'Anna. E gli specchi d'acqua all'altezza della Villa comunale. Voto «buono» (nella classificazione ministeriale) per la costa vicina a piazza Nazario Sauro. «Gli sforzi e gli investimenti che ogni anno l'amministrazione comunale compie, e l'impegno profuso dal sevizio Risorsa Mare – dice Nasti - vengono così riconosciuti dai dati che di fatto consentiranno l'avvio della stagione balneare appena la primavera lo consentirà». San Giovanni a Teduccio. «Scarso», quindi non balneabile, è invece il mare per i due chilometri a San Giovanni a Teduccio (dopo bacini Sebn) e Pietrarsa. Classificazione che tiene conto di più fattori. Perché i giudizi, è quanto sottolinea il responsabile scientifico di Legambiente Campania, Giancarlo Chiavazzo, «non costituiscono gli univoci indicatori su cui fonda la valutazione della balneabilità, che invece tiene conto anche degli eventuali campionamenti storici sfavorevoli. La ratio di tale approccio sta nel fatto che la balneabilità viene stabilita attraverso l’utilizzo di indicatori di inquinamento (non, quindi, direttamente attraverso la rilevazione degli inquinanti specifici), rilevati in modo limitato nello spazio e nel tempo». A Bagnoli di fatto, le zone in cui è possibile tuffarsi saranno più o meno invariate rispetto all'anno scorso. E a dispetto dell'esito dei prelievi Arpac, anche il mare di Bagnoli resterà off-limits, a causa dell'inquinamento dei fondali marini. Programmata la bonifica, «in attesa dell'intervento coordinato dal ministero dell'Ambiente, quest'estate sarà però aperto il lido comunale. Un modo per restituire comunque ai napoletani quel tratto di litorale». dice l'assessore Nasti. Per rendere più chiare le zone di balneazione, nelle prossime settimane saranno affissi i cartelli. «Ma attenzione – avverte Carmine Maturo, responsabile regionale del turismo di Legambiente Campania – Non bisogna abbassare la guardia. Anzi, è importante intensificare i controlli per bloccare abusi di qualunque tipo. A cominciare dallo sversamento illecito di liquami nel golfo. Un altro punto critico è quello della gestione dell'attività diportistica che può contribuire all'inquinamento delle acque con un peggioramento sensibile della qualità nel corso della stagione estiva. Situazioni a cui si sommano la questione annosa dei depuratori», al centro anche di un'inchiesta della procura di Napoli, coordinata dal pool ecologia con il procuratore aggiunto Aldo De Chiara. Nasti annuisce: «Ogni anno è una battaglia preservare lo stato di salute delle acque del golfo di Napoli». Tutto si gioca palmo a palmo. «Come se si ripartisse daccapo», aggiunge. E anche questa volta la «guerra del mare pulito» si può dire appena cominciata, in vista della bella estate, la stagione dei tuffi.

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