Il costo dei rifiuti: 127 euro per ogni cittadino

Al via la gestioe di "IrpiniAmbiente", lettera ai Comuni sulle tariffe e primi malumori
7 marzo 2011 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino Avellino

Sta per partire la nuova gestione del servizio rifiuti in Irpinia. Una sorta di svolta epocale che porterà una serie di cambiamenti significativi. Archiviata l’intesa con le organizzazioni di categoria per lacquisizione del personale del comparto - pur con il distinguo della Cgil e la necessità di riaprire la discussione per i dipendenti dello Stir e, soprattutto, dei Comuni - si apre la partita legata ai costi. «IrpiniAmbiente» subentrerà al massimo entro il prossimo mese di maggio alla gestione diretta del servizio in tutti i Comuni. «I precedenti contratti - evidenzia Felicio De Luca, l’autore del piano industriale della società - sono scaduti il 31 dicembre 2009 e, in seguito, prorogati di dodici mesi». I vertici della società provinciale hanno già fatto pervenire una lettera ai Comuni per una prima stima dei costi del servizio: 127 euro a cittadino: «non 156 come previsto dal piano industriale - continua De Luca - perché l’amministrazione provinciale si è fatta carico dei costi di investimento». A questa cifra andranno aggiunti i costi di smaltimento, che rappresentano una quota fissa. Numeri che hanno fatto storcere il muso a più di qualche amministratore. «In certe realtà - aggiunge De Luca - i costi sono destinati ad aumentare, in altre potrebbero essere ritoccati al ribasso. Dipenderà da tutta una serie di fattori, dalle specificità del territorio, che verranno rappresentate nel piano di servizio al quale stiamo lavorando, Comune per Comune». Da Palazzo Caracciolo e dai vertici di «IrpiniAmbiente» arriva, però, l’invito ai cittadini a comprendere che si è aperta una nuova stagione nell’ambito della gestione del ciclo integrato dei rifiuti in provincia. «I servizi attuali - spiega De Luca - verranno implementati: l’obiettivo è raggiungere il 75% di raccolta differenziata nel 2013 e, per questo, puntiamo a realizzare un porta a porta di tutte le frazioni. Inoltre, la determinazione dei costi viene effettuata esclusivamente sulla base di parametri tecnici: ”IrpiniAmbiente” non vuole lucrare, ma nemmeno può permettersi perdite che hanno già caratterizzato l’attività dei Cosmari e delle rispettive articolazioni. Alla stessa maniera, non può consentirsi di nascondere alcuni costi come hanno fatto molti sindaci per evitare incrementi della tarsu». La nuova fase sarà, dunque, caratterizzata da un’implementazione del servizio, accompagnata, in molti casi, da un incremento dei costi: i cittadini pagheranno tutto quanto si spende per le attività relative al ciclo integrato in provincia. Non mancheranno una serie di distinguo tra le varie aree e, in alcuni casi, anche tra comune e comune. Molto dipenderà, infatti, dalla specificità del territorio - l’estensione, la presenza delle contrade e di case sparse - e dall’organizzazione del servizio. I vertici e i tecnici di «IrpiniAmbiente» sono al lavoro per realizzazione un piano di servizio, dettagliato e puntuale. Solo a quel punto, potranno essere definiti i reali costi della nuova fase che, mediamente, sono quelli specificati nella missiva inviata dalla società provinciale ai singoli Comuni: 127 euro a cittadino più i costi fissi dello smaltimento. La differenza con il passato sarà avvertita soprattutto in quei centri dove non è stato realizzato un sistema di raccolta differenziata adeguato al raggiungimento delle percentuali imposte dalla legge: su tutti Ariano Irpino, Grottaminarda, Mirabella Eclano. Anche i cittadini di Avellino potrebbero ritrovarsi un incremento procapite di circa dieci euro. I costi potrebbero subire sostanziali ritocchi al rialzo anche in quei Comuni che hanno utilizzato propri dipendenti o che, soprattutto, si sono rifatti su aziende di servizi che, in alcuni casi, hanno operato un massimo ribasso penalizzando gli addetti. Oggi, i Comuni dovranno cedere la gestione ad «IrpiniAmbiente» e rispettare i costi imposti dalla società provinciale. Un risparmio potrebbe aversi negli anni successivi attraverso una riduzione dei costi di smaltimento con la realizzazione e l’implementazione di impianti per il trattamento delle varie frazioni di rifiuto e, soprattutto, attraverso un recupero delle molte sacche di evasione

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