Cumuli di rifiuti, dopo lo sciopero disagi in città

Nella notte ripreso il servizio
E la prossima setimana i scahhetti saranno filmati
2 marzo 2011 - Daniela Volpecina
Fonte: Il Mattino

Riprende in città la raccolta dei rifiuti e riaprono le isole ecologiche ma restano i disagi dopo lo sciopero di ventiquattro ore indetto lunedì sera. In assenza di un piano straordinario saranno necessari almeno quattro giorni per azzerare i cumuli di sacchetti ammassati in strada. In prevalenza umido e indifferenziato ma anche carta e cartone. Il centro storico e le strade della movida le aree che fanno registrare il quadro più desolante. È il caso di via Mazzini, corso Trieste, via Gasparri e via Colombo ma anche via Napoli, via G.M. Bosco, via Sant’Antonio e via Cupa d’Ercole dove rifiuti di ogni tipo fanno bella mostra di sé davanti a ogni palazzo. Questi gli effetti immediati dello sciopero dell’altra notte proclamato dai 178 lavoratori del servizio di igiene urbana per ottenere il pagamento di Tfr (trattamento fine rapporto), oneri previdenziali e tredicesime maturati tra il 2008 e il 2010. Una protesta che è riuscita a far riaccendere i riflettori delle istituzioni su un accordo, siglato in Prefettura lo scorso mese di ottobre ma subito arenato a causa del grave deficit economico dell’Ente, con il quale l’amministrazione di allora si era impegnata a saldare, nell’arco di cinque mesi, gli importi dovuti. «Il Comune di Caserta è in un evidente stato di difficoltà - dice il commissario prefettizio, Piero Mattei - ma non si sottrarrà agli impegni assunti con la Saba (la concessionaria che ha gestito la raccolta dei rifiuti in città fino all’estate del 2010) e con i lavoratori. Entro il 31 marzo e fino al 31 agosto verseremo alla società un importo mensile di ottantamila euro per far fronte alle quote di Tfr e nei successivi sei mesi verranno erogate altrettante rate da centomila euro per oneri sociali e previdenziali per un totale complessivo di circa un milione di euro. L’attuale bilancio dell’Ente non consente di fare di più. Siamo in spasmodica attesa di incassare i proventi derivanti da trasferimenti statali e dalla Tarsu per cercare di tamponare emergenze e coprire spese e speriamo in qualche entrata extra (il riferimento va ai possibili introiti di un’alienazione immobiliare) perché la situazione è veramente drammatica». Cauta la reazione delle organizzazioni sindacali che non nascondono la delusione per l’esito dell’incontro: «Stiamo discutendo per l’ennesima volta - spiega Giuseppe Gravina, segretario provinciale Fit Cisl - di un accordo che avrebbe dovuto già essere onorato. Speriamo sia la volta buona. Siamo consapevoli delle carenze economiche dell’Ente ma non possiamo consentire che siano sempre i lavoratori a farne le spese. Non dimentichiamo infatti che la vertenza legata alla gestione Sace (la società che ha gestito in città il servizio di nettezza urbana prima della Saba) è ancora aperta e anche in quel caso non si è andati oltre le promesse e le rassicurazioni come testimonia il fatto che i lavoratori non hanno ancora ottenuto le somme spettanti. Il sindacato pertanto vigilerà sulla concretezza di questo accordo e sarà pronto a scendere in piazza nel caso in cui il Comune dovesse fare ancora una volta dietrofront». Intanto, l’ufficio Ecologia del Comune si prepara a utilizzare il pugno duro nei confronti di quei ristoratori e gestori di locali che ancora non effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti. Tante infatti le segnalazioni pervenute all’indirizzo dell’ente. «La settimana prossima - annuncia Enzo Cirillo, responsabile del gruppo ispettivo ambientale - gli ispettori monitoreranno il lavoro degli operatori con l’ausilio delle videocamere per verificare la presenza di rifiuti non differenziati. Seguiranno multe salate».

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