Rifiuti tossici, picco di tumori nelle aree inquinate

Studio choc Italia-Usa: patologie in crescita del 20% nella "terra dei fuochi" tra Napoli e Caserta
27 febbraio 2011 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

Rifiuti Tossici Un aumento di tumori, leucemie ed altre gravi patologie con picchi del 20%. È la rivelazione contenuta nello studio choc compiuto tra l’Italia e gli Stati Uniti sulla Campania e le altre regioni meridionali. Un incremento anomalo e preoccupante che, secondo gli esperti, risulta strettamente correlato con lo sversamento di rifiuti tossici. L’indagine, che verrà resa nota ufficialmente nelle prossime settimane, è stata realizzata dalla Sbarro Health Research Organization - l’istituto di Philadelphia diretto dall’oncologo napoletano Antonio Giordano - in collaborazione con l’Università di Siena, il Crom di Mercogliano, l’ospedale di Pagani e d’intesa con il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale. Le malattie che hanno avuto una maggiore diffusione sono numerose: tumori al polmone, alla mammella, al colon ed allo stomaco ma anche leucemie e varie tipologie di infezioni, più o meno gravi. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite soprattutto le province di Napoli e Caserta ed alcune zone del Salernitano, in primis l’Agro-nocerino-sarnese. Ma un discorso simile riguarda altri territori del Sud che in passato sono stati oggetto, come la Campania, di massicci sversamenti di sostanze tossiche da altre parti d’Italia: Calabria, Puglia, Sicilia. Ce n’è abbastanza, osservano i ricercatori, per parlare di «bomba ecologica», rispetto alla quale bisogna correre subito ai ripari. E allora gli approfondimenti proseguono senza sosta e si è arrivati ad una sorta di work in progress: tra gli obiettivi da raggiungere c’è l’identificazione di tutte le sostanze pericolose presenti nel terreno e quindi potenzialmente dannose per la salute. È il caso della diossina, del mercurio, dell’amianto, del cloruro di vinile. Sulla base di questi elementi sarà poi possibile mettere a punto cure specifiche allo scopo di prevenire o contrastare i diversi tipi di patologie diffusi tra la popolazione. Uno dei prossimi passi sarà inoltre la pubblicazione di un libro bianco, curato dall’infettivologo Giulio Tarro, con la mappa delle aree a rischio e gli interventi da compiere per fronteggiare e superare quest’emergenza. «Appare certamente prioritario avviare le bonifiche dei territori devastati dai rifiuti tossici. Solo così riusciremo ad arginare una piaga che altrimenti potrebbe raggiungere livelli ancora più drammatici - spiega Giordano - In parallelo lo screening va potenziato per fare chiarezza fino in fondo sulla vicenda ed adottare le necessarie contromisure. Un aspetto inquietante riguarda gli effetti che questo tipo di inquinamento potrebbe avere sui prodotti agroalimentari presenti sulle nostre tavole, venduti nel resto del Paese e all’estero». Per completare le ricerche serviranno, però, risorse aggiuntive. «Ci auguriamo - è l’appello dell’oncologo - che la Regione voglia partecipare a questo progetto che riguarda la salute di tutti i cittadini campani e che deve coinvolgere le istituzioni locali. In caso contrario siamo convinti di poter andare avanti lo stesso grazie all’impiego di fondi messi a disposizione dagli Stati Uniti. Non ci fermeremo, dunque». Giordano chiede infine la collaborazione di altri studiosi e ricercatori italiani: «Dobbiamo unire le forze mettendo da parte gelosie e interessi personali e superando gli eventuali ostacoli che ci troveremo di fronte. Anche da questo punto di vista possiamo contare sul pieno appoggio dell’America che guarda con apprensione al fenomeno. È in gioco il futuro delle nuove generazioni».

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