IrpiniAmbiente, scontro aperto Provincia-Fisie

Palazzo Caracciolo respinge l'interpretazione della sentenza del Tar: mistificazione della realtà
26 febbraio 2011 - l.s.
Fonte: Il Mattino

La sentenza del Tar del Lazio acuisce lo scontro tra l’amministrazione Provinciale e la società «IrpiniAmbiente» da un lato e la Federazione di imprese di servizi dall’altro. Il contrasto assume toni aspri e rischia di riaprire un vespaio di polemiche che sembravano ormai sedate dall’imminente avvio della gestione del ciclo integrato sul livello provinciale. La replica del direttore di Fise Assoambiente, Paolo Cesco, alla soddisfazione di Palazzo Caracciolo per l’esito del procedimento del Tribunale amministrativo del Lazio, ha provocato la reazione «serena ma ferma» della Provincia che parla di «un goffo tentativo di mistificazione della realtà, operato da parte della Federazione di imprese di servizi, rispetto a quanto affermato con assoluta nettezza dall’organo di primo grado della giustizia amministrativa». La nota dell’ufficio di Presidenza di Palazzo Caracciolo fa riferimento agli estremi della sentenza 1523 del 17 febbraio 2011 per eliminare ogni possibile equivoco. «Appare alquanto singolare - si legge - che Fise asserisca di non aver perso la causa: il Tar Lazio, infatti, non solo ha rigettato il ricorso presentato contro la Provincia di Avellino, la società Irpiniambiente e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma ha pure condannato la Federazione di imprese al pagamento di 4.500 euro per le spese di giudizio. Sono certamente i vertici di Fise, dunque, a non aver letto con la dovuta attenzione la sentenza, che non necessita di particolari e complicate interpretazioni nella parte in cui testualmente recita: ”il ricorso va rigettato, stante la rilevata infondatezza delle censure con esso proposte”». La determinazione della replica di Palazzo Caracciolo deriva dalla rabbia per le «fantasiose e deliranti asserzioni che rischiano di determinare confusione nell’opinione pubblica» e potrebbe sfociare anche in un’azione legale appositamente predisposta: «Le affermazioni di Fise possono creare allarme sociale e rilevantissimi danni alle istituzioni pubbliche coinvolte, di cui si potrebbe essere chiamati a rispondere nelle opportune sedi». Quindi, proprio per evidenziare quanto e come la sentenza sia avversa a Fise, la Provincia ricorda la possibile strada del ricorso in appello: «La Federazione di imprese potrebbe attivare i rimedi che l’ordinamento consente, e precisamente il ricorso in appello al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale». «Appare del tutto evidente - chiosano gli amministratori - che il giudice amministrativo ha confermato, senza lasciare spazio a interpretazioni, l’assoluta legittimità dell’operato dell’ente di Palazzo Caracciolo nell’affidamento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti alla società a totale partecipazione pubblica ”Irpiniambiente”». Una soluzione, questa, fortemente sostenuta dall’amministrazione provinciale e motivata - con la deliberazione del parlamentino 45 del 2009 - «dalla necessità di assicurare un totale controllo pubblico sul ciclo complessivo (raccolta e smaltimento) perché in questo modo si possano meglio garantire interessi pubblici che risultano prevalenti quando sono in gioco la salvaguardia dell’ambiente, la salute dei cittadini, il rispetto della legalità nei confronti del rischio di infiltrazioni della malavita organizzata». La discussione è destinata a non finire qui. L’ente guidato da Cosimo Sibilia e il soggetto unico provinciale di gestione del ciclo integrato non esclude di doversi trovare a ribadire la sua scelta, accolta dal Tar, anche davanti al Consiglio di Stato. Una decisione che non spaventa Palazzo Caracciolo, tantomeno i vertici di «IrpiniAmbiente», pronti ad iniziare la gestione concreta di tutte le attività relative al comparto rifiuti. È previsto per lunedì, infatti, il confronto con le organizzazioni di categoria che dovrebbe portare alla firma di un’intesa per l’avvio dell’acquisizione - da parte della società provinciale - del personale impegnato nel settore.

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