Facchi in procura: "Io interrogato dagli 007"

Trattativa Stato-Casalesi, l'ex-subcommissario conferma l'incontro a Gaeta con tre agenti del Sisde
25 febbraio 2011 - Rosaria Capacchione
Fonte: Il Mattino

Ha confermato tutto: l’incontro nel parcheggio dell’area di servizio di Teano, sull’A1, l’interrogatorio fiume nella casa di Gaeta, la formazione della squadretta di 007 che nel 2003 individuò nel subcommissario all’emergenza rifiuti Giulio Facchi il suo interlocutore istituzionale. È durato meno che allora, ma è durato comunque molto a lungo l’interrogatorio di Facchi che ieri pomeriggio, a sorpresa, è stato sentito in Procura dai pm Federico Cafiero de Raho e dai colleghi Catello Maresca e Alessandro Milita. È comparso alle 15 senza avvocato, nella veste di persona informata sui fatti. E per quattro ore ha ricostruito la lunghissima giornata di otto anni fa, quando rimase ostaggio dei servizi segreti per una intera giornata, rispondendo alle domande degli uomini che si qualificarono quali responsabili regionale, comprensoriale e nazionale del Sisde. Era l’epoca immediatamente precedente alla trattativa, di cui alcune fonti riservate parlano, tra Stato e camorra per la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Facchi ha raccontato ai magistrati, per la prima volta, ciò che aveva recentemente rivelato dinanzi alle telecamere di Rainews 24, e cioè: «Una volta fui portato dagli 007 a Gaeta. Parlammo della situazione rifiuti. Ero con tre funzionari dei servizi segreti. Si trattò, come in tutte le altre occasioni, di un incontro istituzionale. Fu tutto registrato». Il giorno successivo ebbe una telefonata: «Dal commissariato mi chiesero di quel colloquio, a riprova che i servizi avevano un canale aperto anche con i vertici». Da lui, aveva anticipato l’ex subcommissario, coinvolto in tutti i più importanti processi collegati alla gestione dell’emergenza rifiuti in epoca bassoliniana, volevano conoscere il livello di infiltrazione camorristico: «Io lo registravo più in alto, legato alla nuova gestione dei rifiuti e i servizi si mossero in quella direzione per individuarlo». Prima di lui, altri funzionari e referenti istituzionali della struttura commissariale si sarebbero incontrati con altri uomini dei servizi segreti. In un caso, ha riferito Facchi, anche con Antonio Bassolino: «Fu io a fissare quell’incontro visto che in altre occasioni mi ero incontrato con un altro funzionario, almeno tre quattro volte, l’agente A.C. Sono certo che i servizi, dopo il 2004, riuscirono alla fine a piazzare un loro uomo all’interno del commissariato, una persona che era già stata consulente di un consorzio casertano». A suo dire, dunque, nell’ufficio del commissario per l’emergenza rifiuti, in epoca Catenacci, avrebbe lavorato direttamente un agente degli apparati di sicurezza già impiegato in precedenza in uno dei consorzi di bacino del Casertano, probabilmente il Ce2 o il Ce4. È durante la permanenza negli uffici di via Medina dell’uomo misterioso che sarebbero avvenuti gli incontri (almeno due) con il capo del clan dei Casalesi Michele Zagaria, latitante oggi come allora. Incontri durante i quali, in cambio della pax sociale, la camorra avrebbe chiesto e ottenuto una contropartita economica sotto forma di appalti e affidamenti di servizi. Anche questa parte della storia è stata chiesta ieri a Giulio Facchi, pur se riferita a un’epoca successiva alla sua permanenza al Commissariato straordinario. Nel fascicolo, aperto dalla Dda dopo le anticipazioni del Mattino sulla trattativa tra camorra e apparati dello Stato per la gestione dell’emergenza rifiuti, sono stati acquisiti anche gli elenchi delle ditte aggiudicatarie degli appalti per il trasporto dei rifiuti, gare con affidamento diretto in virtù della situazione emergenziale. Alcuni di quei contratti sono stati rinnovati fino al 2010. Tra le ditte beneficiarie, ce ne sono alcune riconducibili direttamente a Michele Zagaria nonostante fossero state già destinatarie dell’interdittiva antimafia. Per esempio, la Euroscavi dei fratelli Bianco, che opera a San Tammaro nella discarica Maruzzella: uno dei titolari è stato condannato per detenzione illegale di armi ed estorsione. Oppure, la Fontana srl, i cui titolari sono stati più volte coinvolti in indagini sul clan Zagaria. Ancora: la Euro Truck 2000 di Raffaele Parente, che si occupa di trasporto (soprattutto di rifiuti): il titolare, che nel 2006 ha riottenuto dal Consiglio di Stato la certificazione antimafia, fu gravemente ferito in un agguato subito dopo la scomparsa di Antonio Bardellino. Ditte contenute in un elenco di oltre cento nomi sui quali sta già indagando il pm Antonello Ardituro. Acquisite le dichiarazioni di Giulio Facchi, ora toccherà molto probabilmente a Walter Ganapini, ex assessore regionale all’ambiente, che ha denunciato di aver subito varie minacce all’epoca dell’individuazione delle aree da adibire a discarica. Denuncia di cui esiste una traccia audio diffusa nel 2010 da Wikileaks.

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