Clientele e tangenti, bufera sugli appalti Asìa

Inchiesta sui rappoorti tra la municipalizzata, Enerambiente e Davideco. Perquisizione per Losa
23 febbraio 2011 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Assunzioni clientelari, segnalazioni compiute da politici, sindacalisti, funzionari Asìa, vale a dire la principale azienda cittadina impegnata nella raccolta dei rifiuti a Napoli. Poi: ipotesi di dazioni illecite, di mazzette, grazie ad appalti «gonfiati» su misura per girare soldi al politico di riferimento. È lo sfondo che spinge gli inquirenti a imprimere una svolta nel corso dell’inchiesta condotta sullo stop alla raccolta dei rifiuti in città, sull’intreccio di subappalti messo in moto da uno dei principali indotti economici dell’area metropolitana. Ieri, la nuova mossa investigativa sull’emergenza infinita. Il blitz scatta alle prime ore del mattino: perquisiti case e uffici del consigliere provinciale Dario Cigliano (Pdl) e del fratello Corrado Cigliano, ma anche dell’assessore comunale al Personale Pasquale Losa; stessa mossa nelle sedi di Venezia e Napoli della Enerambiente spa (una delle ditte impegnate per anni in rapporti contrattuali con il Comune nel campo della raccolta rifiuti) e del suo manager Stefano Gavioli. Inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Gianni Melillo, che sta scavando sul rapporto triangolare tra la municipalizzata Asìa, la Enerambiente e la Davideco. Vicenda culminata un paio di mesi fa negli arresti di sei persone, tra cui Salvatore Fiorito, il manager Davideco, che potrebbe aver offerto un contributo essenziale nel nuovo percorso investigativo. Una cosa è chiara: c’è un nuovo target nelle indagini. Dalle accuse di incendio, di devastazione, di assalto ai mezzi della Enerambiente, quelli dello scorso autunno in via De Roberto, si è passati a nuove ipotesi investigative. S’indaga per concussione, quanto basta a spingere gli uomini della Digos del vicequestore Filippo Bonfiglio e i militari del nucleo di polizia tributaria del colonnello Sandro Baldassari a bussare alle porte di politici e amministratori. Gli interrogatori di Fiorito Indagine di alto profilo, condotta dai pm De Simone, Noviello, Sepe, Sirleo, si punta a verificare quanto sta emergendo dai colloqui investigativi - al momento top secret - resi da Salvatore Fiorito. Difeso dal penalista Fulvio Pellegrino, non ci sta a passare come l’unico responsabile di sperperi e disservizi. Ammette una serie di contestazioni che lo tengono in cella, come la devastazione e gli assalti incendiari nella sede di Enerambiente (per altro episodi puntualmente documentati da immagini e riscontri), per poi aprire lame di luce su possibili intrecci politici e imprenditoriali. Gli appalti appendice Al centro di tutto ci sono gli «appalti appendice». Quando i lavoratori Asìa sono in ferie o in malattia, subentrano operai assunti con contratti «extra». Espediente datato nel tempo. Una ricostruzione tutta da verificare, che risalirebbe (condizionale d’obbligo) addirittura ai tempi della «San Marco», primi anni duemila. Un meccanismo triangolare, dunque, tra la comunale Asìa, la subappaltrice Enerambiente e la Davideco. Poi, quando la scorsa estate sfumano le possibilità di assunzioni o di rinnovi di contratti pro tempore, arrivano saccheggi e devastazioni. Resta però uno sfondo clientelare. Concussione è l’ipotesi battuta dalla Procura: assunzioni segnalate da politici o funzionari pubblici, in cambio di nuovi contratti appendice? Vicenda tutta da approfondire, anche alla luce di quanto acquisito nei blitz di ieri mattina. Da due anni al Personale, ex capo di gabinetto del sindaco Iervolino, Losa è stato presidente Asìa, dove ha dovuto fronteggiare le ricorrenti emergenze legate alla raccolta quotidiana e alla necessità di reperire manodopera. Difeso dal penalista Giuseppe Fusco, Losa ha espresso fiducia sull’operato dell’autorità giudiziaria, si è detto estraneo alle ipotesi battute dagli inquirenti. Le dimissioni Ha presentato le proprie dimissioni, subito respinte dalla giunta comunale. Inchiesta in corso, snodo decisivo: è previsto un nuovo colloquio investigativo con l’ex presidente Davideco, quel Salvatore Fiorito che non ci sta a fare da capro espiatorio dello scandalo monnezza.

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