Da anni non si procede al dragaggio della foce, rischio prosciugamento

Sos per il Lucrino: soffocato dalla sabbia

I proprietari: provincia ferma, piano di rilancio impossibile
Chiesta una mappa degli abusi
21 febbraio 2011 - Elisabetta Froncillo
Fonte: Il Mattino

Lucrino Pozzuoli. Una spiaggia al centro del lago Lucrino. Una piccola oasi di sabbia. Ecco cosa è diventato l’enorme mammellone, esistente da tre anni, che ottura la foce della laguna di proprietà della società Egea, che lo ha acquistato nel 2005. L’unico compito di natura pubblica, che spetta alla Provincia, riguarda proprio la pulizia dello stesso delta: ma l’ente da anni, nonostante le denunce, resta immobile davanti alla lenta agonia di uno dei più grandi specchi d’acqua dell’area flegrea. Uno dei proprietari, l'avvocato Dario Cincotti, lancia l’allarme e denuncia: dal momento dell’acquisto non si è potuta mai realizzare nessuna attività di carattere turistico o ricreativo nel bacino. La beffa oltre il danno. L’acquisto di un bene che dovrebbe essere demaniale, e l’indifferenza delle istituzioni, nonostante abbiano incassato i soldi dell’Egea. Il segnale di pericolo è ambientale innanzitutto, e di conseguenza economico. Cincotti lancia un sos alla Provincia di Napoli: «Il Lucrino sta morendo, è insabbiato. La Provincia avrebbe dovuto pulire la foce, e l’Egea bonificare i fondali da tutto il materiale depositato, ma se manca il primo intervento, non può verificarsi il secondo», spiega l’avvocato. «Per il momento abbiamo avuto solo promesse, e paradossalmente da proprietari siamo diventati vittime delle istituzioni, non potendo godere del nostro bene, diventando osservatori di un omicidio della natura. Abbiamo progetti in cantiere, idee di sviluppo e di rilancio, ma la Provincia deve intervenire subito - conclude Cincotti - prima che del lago non ci sia più traccia». I proprietari sognano sviluppo, economia per il territorio. Investimenti capaci di rivalutare una zona abbandonata da troppo tempo. Qui vorrebbero canoe, barche, attività sportive acquatiche. Ma anche pesca e perché no degli allevamenti di mitilicoltura, che secondo i pareri degli esperti in queste acque salate arricchite dalle proprietà vulcaniche del sottosuolo, frutterebbero prodotti unici nel proprio genere. Realtà inedite per la zona flegrea, capaci di attrarre diversi turisti e amanti del settore. Fra meno di due decenni il lago rischia infatti di scomparire, come è stato sottolineato più volte dagli ambientalisti e dai Verdi, che in diverse occasioni si sono anche incatenati davanti all’ingresso. «C’è un progetto preliminare approvato dalla precedente amministrazione provinciale - ha spiegato il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - concordato con il Comune di Pozzuoli che risolverebbe definitivamente il problema ed invece da oltre un anno tutte le istituzioni latitano. Il nostro impegno sarà determinato e costante - ha poi continuato Borrelli - il mese prossimo partirà un appello nazionale di scrittori e intellettuali per salvare tutti i laghi flegrei, fino a quello di Patria». Ci sono poi gli abusi, che bloccano altri progetti, come quello di un circumlago sullo stesso specchio d’acqua. La Provincia da anni ha avanzato l’idea di creare una passeggiata sul lago. Ma tutto è rimasto fermo, sembrerebbe a causa di abusi e terrazze di diverse attività di ristorazione, sorte direttamente sulla laguna. Secondo Cincotti, dal 2005 ad oggi sicuramente non è stato costruito nulla di nuovo. «Ma - afferma - quando siamo arrivati abbiamo dovuto denunciare alcuni abusi, come scarichi fognari ed alcuni manufatti. Non so quanti di questi abbiano un condono come copertura. Ci sono organi preposti per verificarlo, e mi auguro che si intervenga quanto prima per ridare dignità a questo luogo prezioso».

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