Pianura, Nonno in aula: «Una donna mi chiese la tregua»

Sentito dai pm il Consigliere Comunale
Rivelazioni sugli scontri del 2008 "Ebbi pressioni per placare la rivolta"
15 febbraio 2011 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Racconta un episodio misterioso, un tentativo di mediazione che gli sarebbe stato offerto nel bel mezzo della mobilitazione popolare per impedire la riapertura della discarica di Pianura. Poi, al di là dell’episodio misterioso, spende tutta la sua energia per respingere un concetto: «Non sono legato alla camorra, né alla violenza di piazza. Il fatto è che in quei giorni di Pianura ero l’unico esponente istituzionale rimasto a rappresentare le esigenze di centinaia di nuclei familiari di fronte all’ipotesi di riapertura della discarica di Pianura». Eccolo Marco Nonno. Tre anni dopo scontri, arresti, polemiche, si difende in aula da imputato, nel processo per devastazione. Tre ore, il consigliere comunale in quota Pdl risponde alle domande del pm anticamorra Antonello Ardituro. Nona sezione penale, presidente Palumbo, tensione a fette. C’è un passaggio inedito, che viene rivelato dallo stesso Nonno, quando il pm gli chiede se avesse avuto incontri, nei giorni caldi di gennaio 2008, con l’attivista Carla Ruggiero. «Ricordo che fu lei ad avvicinarmi, tra il cinque o il sei di gennaio. Non capivo per conto di chi si muovesse, ma seppi che era stata attiva a Taverna del Re (Giugliano, ndr) e dalle informazioni raccolte sul territorio seppi che era vicina all’allora governatore. Venne a chiedermi una mediazione». Come andò l’incontro tra l’ex missino e la pasionaria? Nonno ricorda due fasi: «Il primo incontro fu rapido, davanti ad altre persone, mi feci prestare un registratore da un amico giornalista e mi decisi ad incontrarla, anche se in quell’occasione lei si bloccò e mi chiese di rinviare l’appuntamento lontano da Pianura». L’incontro venne aggiornato al sette gennaio, (un giorno prima che le utenze di Nonno venissero intercettate). Ecco cosa ha raccontato ieri il consigliere comunale: «Andai all’appuntamento assieme ad altre persone, accesi il cellulare e lo lasciai sul tavolo mentre ero in contatto con un amico giornalista di Canale 5, che ebbe modo di ascoltare in diretta tutta la nostra conversazione. Lui potrà testimoniare. Fatto sta che la Ruggiero mi chiese una mediazione e esordì così: ”Bassolino è nella merda fino al collo, bisogna trovare una mediazione in questa storia della discarica di Pianura”. Ovviamente non accettai». Vicenda su cui occorre un chiarimento: non ci sono riscontri alle parole di Nonno e la stessa Ruggiero, in una intervista al Mattino del 3 dicembre 2008, ha sempre chiarito di non avere sponsor politici, ma di aver sempre condotto battaglie in difesa del territorio metropolitano, muovendosi di propria iniziativa. Ma perché contattare proprio Marco Nonno? Era lui il regista degli scontri? Era il capo dell’ala dura che raggruppava anche ultras, faccendieri e boss? Difeso dai penalisti Giovanni Belleré e Massimo Fumo, Nonno risponde con veemenza: «Ero consigliere comunale del partito di opposizione, ero indicato come un punto di riferimento di una protesta, mi muovevo legittimamente, non c’entro con camorra e tifo da stadio. Anche gli scontri di Terzigno - ha aggiunto - insegnano che quando c’è una mobilitazione contro una discarica, avviene di tutto: si muovono teppisti contro le forze dell’ordine, camorristi, ma anche tante persone oneste». Stessa reazione sulle accuse del pentito Girardi, che aveva fatto riferimento a presunte mazzette per favorire scontri e speculazione edilizia: «Girardi mente tre volte: quel giorno in cui dice di avermi incontrato a Pianura ero a Quarto (come emerge dalla cella della mia utenza mobile), non avevo un cappellino di lana (come emerge dalle intercettazioni), né ho mai intascato soldi per favorire case abusive (vivo in fitto da anni)».

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