Sprechi nei Consorzi: la Corte dei Conti condanna i manager

lavoratori pagati senza lavorare: risarcimento allo Stato da 500 milioni
15 febbraio 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Giornata rovente sul fronte dei consorzi di bacino: la Guardia di Finanza ha sequestrato tutti i mezzi del consorzio di bacino parcheggiati nella discarica di Maruzzella 1. Si tratta di sei bilici di proprietà del consorzio unico. In nottata quindi il lavoro si è fermato: nel sito arrivava la spazzatura del sito di trasferenza di Ferrandella. E i dirigenti del consorzio di Bacino di Benevento 1 sono stati condannati a pagare di tasca propria 430.941,68 euro per la malagestione del consorzio di bacino Benevento 1: la sentenza numero 2886 della corte dei conti rischia di fare scuola e di mandare sul lastrico molti altri dirigenti dei consorzi. Non a caso nei giorni scorsi gli iscritti ai sindacati autonomi (portavoce Vincenzo Guidotti) hanno dato mandato ai loro rappresentanti per chiedere un risarcimento danni di 150 mila euro cadauno: sostengono di essere stati danneggiati perché lasciati senza lavoro. E ora rischiano la cassa integrazione: perciò oggi saranno in sciopero e manifesteranno in piazza Matteotti. Giovanni Cerulo, Luigi Fusco, Raffaele Farina, Domenico Vessichelli, Attilio Sabione, in qualità di presidente (il primo) e consiglieri di amministrazione (gli altri) del consorzio di bacino Benevento 1, dovranno rispondere, per ora, del danno provocato agli utenti e ai contribuenti solo per alcune delle inadempienze. Le anomalie emerse nel 2007 dalla relazione del ministero dell'economia (dalla quale ha preso il via l'azione legale) sono ben più consistenti. Nella sentenza 2886 il presidente Fiorenzano Santoro infatti spiega che dal documento : «emergono consistenti perdite di gestione (pari a € 495.737,00 nel 2003, € 306.521,00 nel 2004, € 269.493,00 nel 2005, € 286.502,00 nel 2006 ...), nonché irregolarità di bilancio, nella tenuta della contabilità, nell’affidamento di taluni servizi (tra cui quello di vigilanza che risulta essere stato conferito anche a trattativa privata e reiteratamente prorogato), nelle quantificazioni degli emolumenti dovuti al segretario». Ciononostante i magistrati contabili hanno circoscritto le loro valutazioni ad alcuni specifici elementi riducendo di quasi quattro volte il danno calcolato. Nella sentenza si dice, infatti: che «in sede di invito a dedurre il danno originariamente contestato era stato fissato in un ammontare pari a € 1.700.000». Secondo i magistrati contabili il consorzio ha praticamente raddoppiato impianti e personale: la stessa osservazione avanzata dal relatore Francesco Uccello nell'indagine di controllo sul ciclo dei rifiuti approvata a fine 2010 dalla stessa corte dei conti In particolare secondo Santoro il consorzio Benevento 1 sarebbe stato in sostanza attivo solo fino al 2001 quando gestiva una discarica: da allora in poi i lavoratori avrebbero fatto poco più che andarsi a prendere lo stipendio. Infatti solo uno dei 37 comuni che facevano parte del consorzio si è servito dei dipendenti del bacino, tutti gli altri hanno creato proprie società o si sono rivolte a privati raddoppiando di fatto i costi. Si legge nella sentenza: «Nonostante i più ampi obiettivi programmatici risultanti dallo statuto e dalla legislazione nazionale e regionale si sarebbe limitato a gestire la discarica di villa Borea sino alla sua chiusura (intervenuta nell’anno 2001), avrebbe proceduto alla raccolta di talune tipologie di rifiuti solidi urbani (attraverso la società partecipata Sias spa) in uno soltanto dei 37 comuni consorziati (Comune di Sant’Angelo al Cupolo) e avrebbe, in ogni caso, gestito l’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti in modo inefficiente, irregolare ed illegittimo, conseguendo consistenti perdite di bilancio negli esercizi 2004, 2005, 2006». Un buco che minacciava di diventare una voragine, ma che non è servito per consigliare agli amministratori di ridurre le spese: tutt'altro. Il magistrato segnala, infatti, il ricorso anche a consulenti esterni. E soprattuto, sottolinea, mai è stato fatto un tentativo per incrementare le entrate moltiplicando i servizi o per ridurre le spese: i dirigenti si sono sempre e solo limitati a chiedere più soldi allo Stato. Uno sfascio.

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