Tornano le mamme vulcaniche «Cava Sari deve essere chiusa»

Boscoreale, nuova mobilitazione per denunciare "le irregolarità nella gestione della cava"
13 febbraio 2011 - Mirella D’Ambrosio
Fonte: Il Mattino

Boscoreale. Nuova mobilitazione e corteo di proteste per chiedere che venga fatta luce sulle irregolarità, più volte denunciate, nella gestione della Cava Sari di Terzigno. I comitati antidiscarica insieme con le «mamme vulcaniche» e i loro bambini, si sono messi in marcia per le strade di Boscoreale per denunciare la persistenza dei problemi provocati dalla presenza del sito realizzato nell'area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio e la mancanza di controlli sui rifiuti sversati. I manifestanti hanno ottenuto un incontro col sindaco Gennaro Langella fissato per domani, dopo che una delegazione accompagnata anche una decina di bambini è stata ricevuta dal primo cittadino nel corso dell'inaugurazione di un centro sociale per anziani nella centrale piazza Pace, a pochi passi dal Municipio, dove poi sono confluiti i circa cinquanta attivisti. Dopo aver ottenuto, nel corso dello scorso autunno e dopo giorni di vera a propria guerriglie, la non apertura del secondo sversatoio nella Cava Vitiello, i cittadini chiedono la chiusura e la bonifica di Cava Sari. Tuttavia, l'obiettivo immediato resta quello delle ispezioni sulla natura dei rifiuti conferiti, per fare luce sulle irregolarità più volte denunciate alla procura di Nola nella gestione della discarica di località Pozzelle. «Il cattivo odore non è mai cessato e gli autocompattatori continuano a perdere percolato - racconta la portavoce delle mamme vulcaniche Luisa Lettieri - la drammatica situazione per questa popolazione non è affatto cambiata e noi saremo in piazza e continueremo a lottare fino a che persisterà il pericolo per la nostra salute e quella dei nostri figli». La contestazione di ieri mattina arriva dopo il sit in improvvisato giovedì mattina davanti all'ingresso della Procura di Nola. Accompagnati dal pool di legali guidati da Francesco Sorrentino dell'ufficio legale di Legambiente, i cittadini sono stati ricevuti dal procuratore capo Paolo Mancuso che si è impegnato a fissare per la settimana prossima un incontro tra i rappresentanti dei comitati antidiscarica e i tecnici nominati dalla procura. «Chiediamo di essere tutelati e se non vi sono organi preposti a farlo è necessario che la magistratura individui tutte le responsabilità. Del resto fu proprio il pm Giuseppe Visone a disporre che la Forestale si occupasse della Sari - spiega Franco Matrone, portavoce del comitato civico di Boscoreale - ma tuttora nessuno controlla i camion che vanno a sversare a Terzigno e, nonostante le promesse, non c'è impegno per la salvaguardia del territorio e della nostra salute». Nella Cava Sari, infatti, viene ancora sversato ogni tipo di rifiuto, umido, secco, indifferenziato e persino i cosiddetti «speciali». Gli autocompattaori trasportano ferraglie, elettrodomestici, laterizi e residui ospedalieri. «Attendiamo che vengano eseguiti le analisi sui prelievi delle matrici di acqua, terra ed aria al fine di verificare l'ipotesi plausibile di contaminazione degli inquinanti da discarica nel territorio circostante Cava Sari», conclude Matrone.

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