Stop alla Puglia per i rifiuti della Campania

L'assessore Romano: avviate le verifiche
Straoridnari negli Stir di Giugliano e Tufino
11 febbraio 2011
Fonte: Il Mattino

Il trend Un nuovo e momentaneo stop dalla Puglia per i rifiuti campani. «I rifiuti urbani provenienti dalla Campania possono essere conferiti nelle discariche pugliesi solo ed esclusivamente secondo le modalità previste dall'intesa, unico titolo legittimante i conferimenti, e qualsiasi smaltimento al di fuori di dette regole è da ritenersi illegittimo», fa sapere ieri mattina Lorenzo Nicastro assessore alla qualità dell'ambiente della Regione Puglia che ha fatto sospendere i conferimenti in una discarica privata del tarantino. «Già avviate le azioni di verifica», fa sapere il collega campano Giovanni Romano. E quella pugliese è solo l’ultima tegola: martedì una lettera di fuoco del capo della Protezione civile Franco Gabrielli agli enti campani accusandoli di non aver intrapreso tutte le iniziative previste dalle normative. A cominciare dalla nomina degli organi straordinari per i termovalorizzatori. Perché nonostante gli sforzi la situazione rimane abbastanza critica. In città ma anche nell’hinterland dove nelle strade rimangono oltre 2mila tonnellate di immondizia non raccolta. Per questo si è prolungato il lavoro negli stir di Giugliano e Tufino: per cercare di diminuire la quantità di rifiuti lungo le strade di Napoli. Ed infatti da 48 ore negli impianti si lavorano circa 1400 tonnellate a fronte delle 1200 di produzione nel capoluogo. Tempo otto giorni, quindi, e si potrebbe tornare a una discreta normalità. Ma è solo una boccata d’ossigeno temporanea. Perché rimane il problema dei conferimenti pugliesi e l’indicazione delle discariche che dovranno servire Napoli e provincia. Il primo nodo è stato sollevato dalla Puglia ieri. Qui l’assessore Nicastro ha segnalato, a questo riguardo, che a seguito della diffida formulata dalla Regione, il gestore della discarica Italcave di Taranto ha cautelativamente sospeso i conferimenti dei rifiuti campani provenienti dagli Stir di Giugliano e Battipaglia. Concludendo, l'assessore all'Ambiente ha assicurato che la Regione, per le competenze che gli spettano, continuerà ad assicurare «ogni utile attenzione per il rispetto delle regole democraticamente condivise» e vigilerà «con il supporto delle forze di polizia e degli enti locali, per assicurare la piena legalità in un settore delicato quale quello dello smaltimento dei rifiuti». Stop momentaneo quindi, per mancato rispetto di alcuni protocolli. Per questo l’assessore Giovanni Romano, precisa che «sono già state avviate, da parte della Regione Campania, le azioni di verifica rispetto al conferimento nelle discariche della provincia di Taranto. In particolare, chiarimenti in ordine al rispetto del protocollo sono stati chiesti alle Società provinciali». Più complicata l’individuazione delle discariche tra Napoli e provincia. Almeno 3 secondo quanto trapela dalla Provincia che ha la titolarità della scelta. Servono però accordi con le comunità locali altrimenti si rischiano solo altre tensioni che allungherebbero i tempi dell’allestimento. E di tempo ormai, con Chiaiano in esaurimento, sono ormai strettissimi. Per questo servono accordi con il territorio sul modello di quello stipulato per cava Sari: ovvero sui tempi e sul bacino ristretto di conferimento. «Il modello di discarica che si va delinenando, e che auspico, - spiega Romano ai suoi prima di entrare nella riunione di palazzo Chigi - è un modello che veda la partecipazione diretta dei comuni, il controllo dei comitati civici e dei cittadini che insistono su quel territorio. Ovvero il massimo della trasparenza possibile che è un modello di discarica comprensoriale». Poi aggiunge: «Il presidente Cesaro sta facendo un gran lavoro ma non è ancora ben delineata la localizzazione degli sversatoi. Si deve arrivare alla condivisione di un modello di partecipazione allargata altrimenti non c’è via d’uscita».

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