Ecco le discariche, ai privati la gestione degli Stir

Il piano della provicnia: sconti Tarsu ai comuni che ospiteranno gli impianti. Appelli ai sindaci
9 febbraio 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Affidamento ai privati degli impianti di tritovagliatura; tariffe di conferimento differenziate con sconti ai Comuni disponibili a ospitare le discariche; realizzazione di cinque siti di sversamento; trasferimento dei rifiuti in altre regioni in attesa dell’apertura delle nuove «buche»: sono i punti al centro del piano d'ambito della Provincia di Napoli che entro dieci giorni arriverà al governatore Stefano Caldoro. «Nella nostra regione – spiega al Mattino il presidente Luigi Cesaro - si registra una grave carenza impiantistica. Le discariche Basti pensare che anche per smaltire il percolato siamo costretti a portarlo lontano dalla Campania: noi possiamo lavorare solo il 50 per cento di quello che produciamo. Per non parlare dell’assoluta mancanza di impianti di compostaggio per la lavorazione della frazione umida derivata dalla frazione differenziata. Il nostro obiettivo è invertire questa situazione». Si partirà quindi dalla nomina dei commissari che dovranno provvedere alla gara per l'affidamento ai privati dei cosiddetti stir (ex Cdr) di Giugliano e Tufino che attualmente sono gestiti dalla Sapna (la società provinciale) che diventerà stazione concedente. Saranno poi i concessionari a provvedere a un nuovo intervento sugli impianti per renderli capaci di trattare la frazione umida. Gli impianti assorbiranno a regime circa 1000 tonnellate e serviranno Napoli (che non avrà più necessità di discariche) e parte della Provincia. Bisognerà poi realizzare cinque nuove discariche, sei considerando anche quella già in funzione a Terzigno. Si tratterà di siti che accoglieranno la spazzatura dei comprensori della penisola sorrentina (lo sversatoio potrebbe essere in una cava di Ercolano), del nolano, dell’area nord (che sarà divisa in due sottoambiti), della zona flegrea. I siti saranno indicati dalla Provincia, ma saranno realizzati dai commissari che dovranno essere indicati nei prossimi giorni e saranno gestiti dalla Sapna e dai comuni interessati che utilizzeranno il personale dei consorzi di bacino. «Rivolgo un appello ai sindaci – dice Cesaro - I Comuni che collaboreranno dicendo sì alle discariche avranno due vantaggi: guadagneranno dalla gestione e dalle compensazioni ambientali». I cittadini di queste zone pagheranno una Tarsu più bassa perché si risparmierà sul trasferimento della frazione umida nelle altre regioni che sarà, invece, necessario in assenza di siti di sversamento. Il lavoro per individuare le cave tra quelle già censite dalla Regione Campania sta andando avanti in queste ore e dovrebbe concludersi entro dieci giorni. «In alcuni casi abbiamo dovuto rivedere i nostri progetti dopo gli accertamenti sulle proprietà: ci siamo accorti che appartenevano a persone vicine ai clan». L’area individuata a Casamarciano, ad esempio, è di Alfieri. Immediato il dietrofront. Ma il punto centrale del sistema dovrebbe essere il termovalorizzatore di Napoli est: presto, anzi prestissimo, Caldoro dovrebbe nominare il commissario incaricato di accelerare le procedure. «Insieme ad Asìa è stato avviato l'iter per il bando di gara – dice il direttore tecnico della Sapna, Giovanni Perillo – ora si tratta di entrare al più presto nella fase operativa». In ogni caso per accendere l'impianto ci vorranno tre anni. Sei mesi, invece, saranno necessari per aprire le discariche comprensoriali: intanto la frazione umida, e in alcuni casi anche la secca, saranno inviate nelle regioni italiane. Per i trasferimenti si paga tra i 160 e i 170 euro. Una spesa considerevole che potrebbe essere ripianata con le entrate del termovalorizzatore di Acerra che la Protezione civile sarebbe disponibile a cedere alla Provincia.

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