Camion in coda agli impianti uno spreco da 5,4 milioni l’anno

Straordinari e notturni: aumentati del 3 percento i costi di smaltimento
7 febbraio 2011 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

Sono già costate almeno un milione le code che ogni giorno i compattatori dei comuni della provincia di Napoli devono affrontare per scaricare la spazzatura negli impianti di tritovagliatura eternamente congestionati dalla frazione umida. Se si continuerà così entro settembre, cioè ad un anno della crisi, si supererà quota cinque milioni. Secondo i calcoli dell’amministratore delegato dell’Asia, Daniele Fortini, nel mese di gennaio, infatti, la spesa dei Comuni per lo smaltimento sono cresciute del tre per cento proprio a causa dei maggiori oneri pagati alle ditte private (che hanno vinto gli appalti in molti comuni della Provincia) per straordinari, notturni e festivi. La partecipata del Comune, in verità, ha costi leggermente inferiori perché, quando gli stir chiudono, ritira i mezzi dalle code, cosa che non fanno i privati che evidentemente non hanno interesse a non sperperare visto che in ultima analisi a pagare sono le amministrazioni locali. In sostanza su 180 milioni di euro spesi ogni anno dai Comuni per smaltire (calcolo basaro sulla tariffa stabilita dalla Provincia), soltanto per le code agli stir si sforerà di 5,4 milioni di euro, più o meno il valore di un impianto di compostaggio da diecimila tonnellate: è evidente che se non si risolveranno le difficoltà di sversamento sarà difficile investire per migliorare l’impiantistica. E i conti saranno peggiorati anche dai quattro milioni di euro che la protezione civile sborserà per mandare in Spagna le 30 mila tonnellare di frazione umida accumulate nello stir di Caivano che negli ultimi giorni è rimasto chiuso perché sovraccarico. La società di intermediazione che curerà il trasporto nella discarica di Verinsur in Andalusia (la Markab), chiede infatti 120 euro a tonnellata. Nel corso delle precedenti emergenze sono stati spesi, secondo la corte dei conti, almeno 250 milioni di euro per portare i rifiuti all’estero, circa 90 per la frazione umida. «Continuiamo a sprecare denaro - sostiene l’amministratore delegato di Asia, Daniele Fortini - senza dotarci degli impianti di cui abbiamo bisogno e che permetterebbero di lasciare in Campania ricchezza e posti di lavoro. Tutto questo è mortificante». Il nodo dell’emergenza continuano a essere gli impianti di tritovagliatura dove negli anni si sono accumulate tonnellate e tonnellare di umido. La spazzatura, infatti, all’interno degli impianti viene separata in due frazioni: la secca con la quale si confezionano le balle che vanno nei termovalorizzatori e l’umido che finisce in discarica. Se le discariche non ci sono continua ad accumularsi bloccando la lavorazione. È quello che è successo in questa e nelle precedenti emergenze. Ora l’assessore regionale Giovanni Romano punta a stabilizzare la frazione umida in maniera da poterla utilizzare come terra di copertura nelle discariche.

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