Rifiuti, l'ombra degli appalti sull'emergenza

Il verbale segreto della Commissione "Rapporti illeciti con organismi statali"
3 febbraio 2011 - Rosaria Capacchione
Fonte: Il Mattino

La premessa è l’arresto di Michele e Sergio Orsi, ad aprile del 2007. Il contorno è l’ordinanza di custodia cautelare a carico di Claudio De Biasio, a quel tempo fresco di nomina quale subcommissario di Guido Bertolaso. Il pretesto, però, è un’interrogazione parlamentare, presentata il 18 aprile dal senatore di Forza Italia Emiddio Novi, che ricostruisce il reticolo di amicizie e frequentazioni dei due imprenditori e del professionista, entrambi conosciuti dal pm di Santa Maria Capua Vetere Donato Ceglie. È la politica, dunque, a chiedere di approfondire l’argomento convocando a San Macuto, sede della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il coordinatore della Dda di Napoli Franco Roberti. E sono i rappresentanti di tutti i partiti a interrogare lui e i colleghi Raffaele Cantone e Maria Cristina Ribera, chiedendo fatti, circostanze, nomi, collegamenti. Alla fine dell’audizione del 24 aprile del 2007, inspiegabilmente mai desecretata nonostante sia priva di particolari elementi di interesse investigativo (assorbiti da inchieste e processi ormai in fase avanzata), i componenti della commissione sulle ecomafie portano a casa una eredità considerevole in termini di conoscenze e di linee guida sugli interventi da attuare per scongiurare il collasso del sistema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, collasso che puntualmente si verificherà qualche mese dopo. Introducono anche alcuni elementi di sospetto, mettendo in relazione - senza però spiegare alcunché - non meglio identificati apparati dello Stato e la gestione dell’emergenza. La percezione generalizzata è che la situazione sia drammatica, tanto che Salvatore Iacomino, parlamentare napoletano di Rifondazione Comunista, non esita a chiedere la testa di Guido Bertolaso, appena nominato dal governo Prodi allla guida della struttura commissariale napoletana: «Questo Commissariato va eliminato, chiuso, immediatamente, domani mattina: Bertolaso, non per l’uomo ma per quello che rappresenta, deve andare a casa. Bisogna ripristinare la funzione ordinaria della pubblica amministrazione per poter verificare le responsabilità e la gestione». Il verbale stenografico della seduta secretata dal presidente Roberto Barbieri riporta anche affermazioni di Iacomino che, alla luce delle inchieste recentissime sulla gestione dell’emergenza rifiuti e sull’ipotesi di un accordo con il capo dei Casalesi Michele Zagaria, vale la pena di rivisitare e rivalutare: «Vorrei sapere dalla magistratura - riporta il verbale a pagina 24 - se ha una sua opinione sull’impostazione secondo cui il commissariato di governo straordinario, proprio in quanto tale, sfugga a una certa regolamentazione istituzionale e possa adottare procedure diverse in relazione all’emergenza (...). Tra l’altro non sono convinto che questo ”rapporto di illecito amministrativo”, talvolta per certi aspetti anche di natura penale, interessi solo il commissariato di governo. Penso che investa anche altri apparati dello Stato, anche se forse in modo agnostico: si vede il reato ma non si interviene oppure ci sono degli interessi». Iacomino è più chiaro più avanti, quando parla della Calabria: «È emerso che esistono scambi reciproci di interessi (...) l’ex commissario per l’emergenza ambientale nella regione Calabria, prefetto Ruggiero, ci ha trasmesso anche alcune interessanti comunicazioni che investono la Campania e apparati dello Stato della provincia di Napoli. (...) È necessario comprendere come questi apparati dello Stato (ma quali? ndr) si siano regolati nella provincia di Napoli».

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