Centrale termoelettrica, resiste il fronte del no

Provincia e Sindaco di Flumeri a Roma bocciano il progetto: impatto negativo per la valle Ufita
2 febbraio 2011 - Nicola Diluiso
Fonte: Il Mattino Avellino

Flumeri. Nuovo capitolo sulla vicenda della centrale termoelettrica della Edison. Ora, il Ministero dell’Ambiente ha in mano tutte le carte per decidere o meno sul rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) relativa al progetto d’insediamento in Valle Ufita. La conferenza dei servizi, svoltasi nel primo pomeriggio di ieri a Roma, ha di fatto consentito alla struttura ministeriale di venire a conoscenza ed in possesso di tutti i dati aggiuntivi che gli enti locali – Regione, Provincia e Comune – hanno dal canto loro prodotto in merito al procedimento in itinere (protocollo ministeriale del 28/07/2008). A questo punto, in attesa che il Ministero dello Sviluppo Economico convochi per i prossimi mesi un’altra conferenza dei servizi, c’è tempo per istituire un tavolo di concertazione con la Provincia di Avellino, al fine di comprovare scientificamente le ragioni del dissenso e di ottenere, magari, dagli organi competenti la bocciatura del piano d’investimento presentato dalla società milanese. A riguardo il sindaco di Flumeri ha già sollecitato l’assessore provinciale all’ambiente, Gambacorta, ed il presidente Cosimo Sibilia. Intanto, ieri, prim’ancora di dare il via alla conferenza, i dirigenti del Ministero hanno avuto un’audizione con i tecnici della Edison, i quali hanno rendicontato sulle varianti apportate al progetto della costruzione della centrale a turbogas da 400megawatt. Proteste a Flumeri Varianti che, in precedenza, erano state richieste anche dalla Regione Campania. Per questa ragione i tecnici di Palazzo Santa Lucia – presenti ieri a Roma - hanno espresso soddisfazione per le modifiche apportate. Resta inteso che Comune e Provincia, di contro, hanno confermato le rispettive posizioni di diniego al progetto Edison, nonostante sia emerso che - stante le modifiche attuate - le emissioni in atmosfera dei gas prodotti dall’impianto sarebbero notevolmente al di sotto dei parametri minimi fissati dalle normative vigenti. Per la Provincia di Avellino era presente alla conferenza dei servizi, l’ingegnere Fernando Capone. In prima persona ha presenziato il sindaco di Flumeri, Rocco Antonio Giacobbe. Le motivazioni del no sono state supportate sia da una delibera di Giunta emanata appena qualche giorno fa - e con la quale veniva dato mandato allo stesso Giacobbe di confermare le posizioni precedentemente assunte -, sia dalla delibera consiliare dello scorso mese di ottobre e nella quale venivano praticamente inglobate anche le posizioni dei comitati anti-centrale. Inoltre, sia il sindaco che il tecnico della Provincia hanno manifestato forti perplessità al progetto, facendo riferimento alla produzione di polveri sottili in atmosfera, all’utilizzo di considerevoli quantità di acqua (necessaria per i cicli di raffreddamento dell’impianto) al suo smaltimento ed anche al numero di ore di attività della centrale. «Oltretutto – ha poi aggiunto in serata il sindaco Giacobbe – abbiamo fatto notare che se è vero che il Ministero tiene conto del VIA (autorizzato nel 2003, riconfermato nel 2007, ndr), è pur vero che quelle procedure risalgono a circa un decennio fa. Come dire, ora le condizioni in cui versa la Valle dell’Ufita sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista infrastrutturale sono notevolmente cambiate, tanto da rendere quasi saturo il comprensorio contiguo al sito individuato dalla società Ex Fiat Energia». E proprio in merito ai motivi (rischi per ambiente e salute) del dissenso, i dirigenti governativi hanno lasciato intendere che quanto dichiarato ieri bisognerà riproporlo in altra sede – probabilmente nella prossima conferenza dei servizi – con elementi di maggiore valore scientifico. Con dati più precisi e conclamati. In questo senso, dunque, che anche le relazioni dell’Asl, di Legambiente e dell’ordine dei medici potranno assumere una certa valenza a sostegno di chi lotta contro questo insediamento.

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