Bassolino "Nessuna colpa, sono sereno"

L'ex governatore estraneo ai fatti contestati
Nappi: ho piena fiducia nella magistratura
29 gennaio 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Ecco chi sono gli indagati «eccellenti» dell’ultima inchiesta sui rifiuti campani. Antonio Bassolino, ex presidente della giunta regionale campana, già coinvolto nel processo per il contratto Fibe, viene in particolare indagato per aver varato nel 2009 una delibera con la quale si disponeva la revisione della convenzione con Hydrogest per raggiungere il riequilibrio economico e finanziario nonostante il parere contrario dell’avvocatura e le precedenti diffide alla stessa società. Ieri l’ex governatore ha detto: «Esprimo rispetto e fiducia verso la magistratura. Sono sereno e certo che l’ulteriore sviluppo delle indagini dimostrerà la mia estraneità ad ogni ipotesi di reato». Gianfranco Nappi. Capo della segreteria politica di Bassolino ieri ha spiegato: «Ho sempre servito la «cosa pubblica» con onore e dignità. Sono assolutamente sereno e fiducioso che il lavoro della magistratura dimostrerà la mia totale estraneità alla materia d’indagine». Corrado Catenacci. Prefetto in pensione, ex commissario straordinario e attuale presidente della Sapna, l’azienda provinciale per i rifiuti. Già ieri si è dimesso dall’incarico. Il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, con un comunicato ha spiegato: «Ho accettato le dimissioni anche per consentire a Catenacci di difendersi liberamente senza il peso della carica che lo ha visto fino ad oggi a capo della società provinciale per i rifiuti. È ovvio che rispettiamo pienamente l’operato della magistratura napoletana, e siamo certi che verrà fatta piena luce su ogni aspetto della vicenda». In serata è stato nominato amministratore unico della Sapna Umberto Vecchione, che della società era già direttore generale. A Catenacci anche la solidarietà del sindaco di Positano, dove il prefetto è assessore alla legalità. Luigi Nocera, ex assessore regionale all’ambiente arrestato nel 2008 nell’inchiesta sull’Udeur è accusato, tra l’altro, di aver costretto, nel corso di una riunione del 2006, i gestori degli impianti ad accettare il percolato minacciando in caso contrario di «adottare provvedimenti conseguenti». In caso contrario, avrebbe spiegato di essere pronto a requisire gli impianti. Marta Di Gennaro, è stata vice di Bertolaso quando nel 2006 diventò commissario per l’emergenza rifiuti. Già coinvolta nell’inchiesta «Rompiballe», fu intercettata mentre spiegava a Michele Greco (altro indagato nell’inchiesta attuale): «Senti una cosa, vedo un messaggio che mi manda una fotografia di Villaricca che sta tracimando il percolato. È veramente impressionante l'immagine, mancano solo pochi centimetri al bordo». Gianfranco Mascazzini ex direttore generale del ministero dell’ambiente. Attualmente è commissario per la gestione in Abruzzo dei fondi destinati al rischio idreogeologico. Viene accusato di aver concesso una serie di deroghe al corretto funzionamento degli impianti. Generoso Schiavone. Responsabile del ciclo integrato della depurazione delle acque. Nel 2007 fu protagonista di un episodio al centro delle indagini. L’allora sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza, ordinò lo stop alla lavorazione del percolato nel depuratore della foce del Sarno perché il mare era sporco. Schiavone chiese allora al professor Giovanni Melluso (anche lui indagato) una relazione tecnico scientifico in grado di tranquillizzarlo.

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