Sprechi e Lsu, la Corte dei Conti condanna Facchi

Bocciata l'assunzione nel consorzio di bacino Ce3: l'ex-subcommissario deve risarcire 5,5 milioni
26 gennaio 2011 - Sabato leo
Fonte: Il Mattino

Ammonta a 5,5 milioni il danno erariale arrecato alle casse dello Stato dal subcommissario di governo per l’emergenza rifiuti, Giulio Facchi, a causa dell’assunzione dei lavoratori socialmente utili per la raccolta differenziata. È di 35mila euro, invece, quello per il rimborso non dovuto, chiesto e ottenuto da Facchi, di una serie di spese sostenute per raggiungere la sede di servizio di Napoli: biglietti aerei, biglietti ferroviari, ricevute per pasti, ricevute per albergo. Lo ha stabilito la sezione di Napoli della Corte dei conti che, con unica sentenza pubblicata pochi giorni fa, ha condannato l’ex subcommissario per responsabilità amministrativa e sperpero di danaro pubblico, imponendogli il pagamento di tasca propria in favore dell’erario. Nel mirino della magistratura contabile è finita l’ordinanza con la quale il 3 febbraio 2001 Facchi disponeva la definitiva conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato con aumento dell’orario di lavoro a trenta ore settimanali per tutti i dipendenti facenti parte dei consorzi di bacino. L’ordinanza imponeva le assunzioni alla struttura consortile pure a fronte di una sostanziale impossibilità di un loro utilizzo sia presso i Comuni sia presso i previsti impianti non ancora realizzati. In pratica l’assunzione, in assenza di impianti dei servizi di igiene urbana, per il consorzio di bacino Ce3 si è dimostrata solo in parte utile. Dal prospetto riepilogativo redatto dal predetto Consorzio, si evince un utilizzo limitatissimo nella raccolta differenziata presso i ventitrè Comuni consorziati dei lavoratori assunti per superare l’emergenza rifiuti. Su ricorso del consorzio di bacino Ce3 (95 i lavoratori assunti), l’ordinanza di Facchi è stata ritenuta illegittima e, quindi, annullata dal Tar nel 2004. A luglio del 2009, poi, l’appello dell’ex commissariato di governo è stato respinto dal Consiglio di Stato. Per la Corte dei conti il provvedimento di assunzione, scaturito da una riunione tenuta in prefettura tra l’allora governatore Bassolino e alcuni sindacati autonomi, «è palesemente esorbitante e non può che apparire… espressiva di grave negligenza». In merito alla spese di viaggio rimborsate illegittimamente a Facchi, la Corte dei conti ha assolto i convenuti Ugo Stingo e Vincenzo Giacobbe, funzionari del servizio di ragioneria del commissariato. Condannato dal tribunale di Napoli anche in sede penale per truffa continuata, l’ex subcommissario è stato condannato dalla magistratura contabile sia perché il suo compenso (equiparato a quello degli assessori regionali) era omnicomprensivo sia perché le ricevute si riferivano a prestazioni non rimborsabili, in particolare ai viaggi della moglie. Pm Maurizio Stanco, la sentenza - appellabile davanti alle sezioni centrali di Roma della Corte dei conti - è stata firmata dal presidente Fiorenzo Santoro, dal consigliere Michael Sciascia e dal referendario Giuseppe Di Benedetto, relatore.

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