Maddaloni

Foro boario, via alla bonifica della discarica

Sono disponibili 700mila euro per finanziare un primo piano per lo smaltimento dell'invaso
25 gennaio 2011 - Giuseppe Miretto
Fonte: Il Mattino Caserta

Foro Boario Maddaloni. È una svolta. Si può fare lo svuotamento parziale della discarica urbana dell’ex-Foro Boario. Può essere riesumata la porzione più superficiale, delle 4500 tonnellate di rifiuti combusti e trasferita in discariche ordinarie. L’obiettivo della bonifica del sito è ancora lontano. Ma, dopo l’intervento della «Commissione regionale speciale per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti», si è registrata un’accelerazione. Sono disponibili 700 mila euro per finanziare un primo piano operativo per lo smaltimento di quello che rimane di un invaso divorato da 52 mesi di autocombustione, dal settembre 2003 al dicembre 2007. E c’è già pure un’intesa di massima tra l’amministrazione Cerreto e l’assessore provinciale all’ambiente Umberto Arena sull’«avvio della fase operativa». La novità cancella quattro anni di polemiche scientifiche sulla reale natura delle masse sepolte. In un primo momento, i rifiuti dell’ex-Foro Boario erano stati classificati come «ordinari rifiuti urbani». Poi furono riclassificati come «rifiuti speciali» combusti da avviare in specifiche discariche autorizzate. «Oggi – precisa Franco La Spina (assessore al contenzioso) - anche questa disputa, che ha avuto risvolti legali tanto che il Comune è stato costretto in passato ad adottare provvedimenti di autotutela, è giunta al capolinea». Alla luce dei severi protocolli imposti dalla legge, sono state individuate e classificate tutte le tipologie dei rifiuti sepolti. «C’è la caratterizzazione – spiega La Spina - senza la quale un intervento non sarebbe nemmeno ipotizzabile. Si tratta delle prospezioni fisico-chimiche-geotecniche eseguite dalla Jacorossi (impresa abilitata a svolgere indagini ambientali e bonifiche) che hanno consentito di assegnare, in maniera univoca, il codice identificativo al materiale che dovrà essere riesumato». Pertanto può essere avviata la richiesta di autorizzazione ministeriale al trasferimento dei rifiuti che sono in parte ancora «rifiuti urbani» e in parte «rifiuti speciali». Da qui, il progetto di svuotamento parziale e selettivo. Si ricomincia, dopo che è fallito il progetto del 2008 appaltato per due milioni di euro e gestito dalla Reacm di trasferire i rifiuti combusti in discariche private di Pescara, Brindisi, Brescia, Gricignano e Triflisco. Questa volta comunque arriverà prima la magistratura. Il giudice unico Roberto Notaro (Tribunale di Santa Maria Capua Vetere) ha già chiuso la fase degli accertamenti scientifici, condotta da Sante Capasso, ordinario di chimica fisica della Sun, sui danni prodotti a cose e persone dall’esposizione per 52 mesi di emissioni di diossine prodotte dalla discarica in autocombustione. Ora, Notaro dovrà decidere se vanno aggiunte, ai «20 mila e 800 euro di risarcimento per procurato e documentato danno patrimoniale», anche le stime dell’accertato «danno esistenziale».

Powered by PhPeace 2.6.4