Sì del Senato al decreto rifiuti, ristori all'Irpinia

Recepito l'emendamento di De Luca per le cave. Sibilla: garanzie su flussi finanziari e debiti
20 gennaio 2011 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino Avellino

Un’altra giornata da ricordare per le comunità dell’Alta Irpinia. Il decreto 196 del 26 novembre 2010 - relativo alle disposizioni sul subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti - si appresta a diventare legge dopo un ulteriore passaggio alal Camera oggi. Il testo è stato votato al Senato con 155 sì, 99 no e sei astenuti. Tra i numerosi provvedimenti, pure la cancellazione della località Pero Spaccone di Andretta - unitamente a Cava Vitiello e Valle della Masseria - dall’elenco dei siti contenuto nella legge 123 del 2008 in cui localizzare una discarica. I rappresentanti della provincia di Avellino a Palazzo Madama, Cosimo Sibilia - intervenuto nel corso dei lavori - ed Enzo De Luca - che ha consegnato la dichiarazione di voto, negativa, a nome del Pd - hanno chiesto che non venga abbassata la guardia e puntato l'attenzione sull'avvio della gestione ordinaria del ciclo integrato. Nel suo intervento, il presidente Sibilia ha posto l’accento sulla situazione della provincia di Avellino che «è assolutamente autonoma, raggiunge il 60% di raccolta differenziata e continua a concedere una quota di solidarietà al napoletano». Il numero uno di Palazzo Caracciolo ha, poi, sottolineato alcune criticità del sistema, soprattutto inerenti l’aspetto finanziario: «I servizi di raccolta gestiti dalle società provinciali richiedono una regolamentazione tecnico amministrativa che, anche dal punto di vista economico, dia certezza di funzionalità. Le norme attuali non garantiscono i flussi finanziari: l’attuale sistema del recupero dei costi attraverso la Tarsu non appare lo strumento idoneo a consentire che il soggetto gestore abbia la sicurezza dell’incasso. Va pure concesso - alle province che ne facciano richiesta - il finanziamento delle attività con l'avanzo di amministrazione. Non ultima, la problematica che riguarda la fase liquidatoria dei consorzi di bacino, rispetto alla quale è necessario disciplinare dettagliatamente il percorso amministrativo - contabile: bisogna intervenire in maniera risolutiva sull’incapacità dei comuni a fare fronte ai debiti pregressi». Articolato l’intervento del senatore De Luca, che si è soffermato «sull'inefficacia delle soluzioni adottate dal governo per risolvere la crisi dei rifiuti in Campania». Il segretario della commissione Ambiente - spiegando le ragioni del voto negativo con la definizione di «un decreto che perpetra la logica dell'emergenza» - ha sottolineato «l'assoluta mancanza di strategia da parte del governo, che affronta la questione in maniera parziale e inconcludente. È il quinto decreto legge sulla questione rifiuti in Campania, segno che i provvedimenti precedenti, così come quest’ultimo, non sono affatto esaustivi». L'esponente del Pd ha puntato l'indice contro la decisione di non restituire la titolarità della Tarsu ai comuni. De Luca ha esultato, invece, per l’accoglimento di due ordini del giorno che impegnano il governo a bonificare alcuni dei siti di smaltimento - come quelli di Ariano e Savignano - e a verificare che la Regione presenti al Parlamento una relazione semestrale sullo stato della crisi. Ma anche per l'inserimento, nella relazione del decreto della proposta di utilizzare le cave abbandonate e dismesse come siti alternativi alle discariche. Il Senatore del Pd ha, poi, richiamato il monito del procuratore antimafia Piero Grasso a non abbassare la guardia per contrastare la capillare organizzazione della criminalità. «Il ritorno all'ordinario - ha detto - passa attraverso la responsabilizzazione di tutti i livelli istituzionali. Nonostante le campagne pubblicitarie del centrodestra, l'emergenza è ancora attuale, la Tarsu è tra le più alte d'Italia, le comunità sono pronte a dare battaglia per impedire che si aprano nuovi sversatoi e le discariche esistenti sono prossime all'esaurimento». De Luca ha lanciato segnali allarmanti - che non trovano, al momento, conferma - secondo cui «le discariche di Savignano e San Tammaro si esauriranno entro febbraio prossimo, Sant’Arcangelo Trimonte entro maggio 2012, Chiaiano entro febbraio 2012 e Terzigno entro aprile 2011». «Mentre i rifiuti vengono inviati in Puglia ed Emilia Romagna - ha sottolineato De Luca- c’è da affrontare la questione dei debiti lasciati dai consorzi, mentre sul territorio sono accatastate sette milioni di ecoballe. Troppo tempo è stato perduto: la drammaticità della situazione ci impone una riflessione seria e responsabile, scelte compiute e strategiche, scevre da tatticismi e tentazioni demagogico - propagandistiche»

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