Il piano Campania all’esame dell’Ue «Sanzioni se non si rispettano i tempi»

Potocnick, responsabile ambiente
"Manca un calendario vincolante per la costruzione degli impianti"
20 gennaio 2011 - Cristina Marconi
Fonte: Il Mattino

Bruxelles. Il documento messo a punto dalle autorità regionali è arrivato a Bruxelles e la Commissione europea si prepara a valutare se sia compatibile o meno con l'esigenza di dare alla Campania un piano credibile e duraturo di gestione dei rifiuti. Tenendo gli occhi particolarmente aperti sulla «tempistica delle misure che verranno prese». È quanto ha assicurato il responsabile Ue per l'Ambiente, Janez Potocnik, nel corso di un dibattito in aula a Strasburgo dedicato al problema dei rifiuti a Napoli e dintorni e svoltosi su richiesta di alcuni eurodeputati dei Verdi danesi, di una britannica e di uno spagnolo della Sinistra Unita, della socialista olandese Merkies e dei leghisti Bizzotto e Fontana. «La Commissione europea non è soddisfatta delle misure annunciate perché non prevedono un calendario per la costruzione delle strutture previste», ha spiegato, nella tarda serata di martedì, il commissario Potocnik, che nelle prossime settimane dovrà decidere se deferire per la seconda volta l'Italia alla Corte di Giustizia europea per il mancato rispetto della sentenza del marzo 2010 in cui veniva sottolineata l'assenza di un piano credibile. «Senza un piano adeguato ci sarà un nuovo deferimento, con richieste di sanzioni pecuniarie», ha osservato. Con una eventuale seconda condanna arriverebbero infatti anche delle multe – calcolate in base ai giorni di infrazione e proporzionali al pil - per l'Italia, che si trova in una situazione non semplice: l'emergenza che si è venuta a creare negli ultimi mesi dell'anno passato ha lasciato l'impressione che la crisi che si era aperta nel 2007 e che aveva portato all'avvio di una procedura d'infrazione da parte di Bruxelles non si sia mai risolta. Tanto che ci sono stati numerosi scambi tra Bruxelles e Napoli in cui si sottolineava l'inadeguatezza di quanto fatto e anche la missione della direzione generale per l'Ambiente del 22 e 23 novembre ha portato a valutazioni negative. La Commissione aspettava un piano per la fine dell'anno scorso e Potocnik, nel corso del dibattito, ha dichiarato di non aver ancora ricevuto documenti «che possano essere chiamati piano» e di aver «appena, ed intendo letteralmente appena» avuto una bozza. Una versione contestata dall'eurodeputata del Pdl e presidente della commissione Petizioni del Parlamento Ue, Erminia Mazzoni, secondo cui l'ultima versione del piano, aggiornata per tenere conto delle indicazioni comunitarie, è stata inviata prima della fine dell'anno. «L'ultima stesura del piano anticipa in parte le prescrizioni della direttiva appena approvata sulla gerarchia dei rifiuti: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, valorizzazione energetica, discariche», ha spiegato Mazzoni, aggiungendo che «non ci sono i presupposti per irrogare una sanzione ulteriore». Infatti oltre a quelle che potrebbero venire in futuro, esistono già delle sanzioni applicate all'Italia, ossia il blocco, deciso nel 2005 dalla Commissione, del finanziamento da 270 milioni di euro per la realizzazione di un «piano di smaltimento e di compostaggio». Il commissario ha spiegato che «nella fase attuale non c'è materiale per riattivarlo», aggiungendo che la crisi è “fatta di 7 milioni di tonnellate di rifiuti», per il cui smaltimento sarà necessario «prima di tutto procedere all'analisi delle cosiddette ecoballe». E in merito al piano ha spiegato: «Vorrei essere rigorosamente d'aiuto e utilmente rigoroso. Non voglio imporre sanzioni. Il mio interesse è risolvere le questioni, ma potrebbe non esserci altra soluzione».

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