Costa divorata, via ai lavori per la bonifica

Ruspe in azione per creare una barriera all'erosione e mettere in sicurezza l'area
19 gennaio 2011 - Angela Rossi
Fonte: Il Mattino

Castelvolturno. Le ruspe sono al lavoro già dal pomeriggio di lunedì per mettere in sicurezza l'intera area con strutture di cemento armato, blocchi in gergo chiamati new jersey, e per posizionare la necessaria cartellonistica. La zona di Bagnara, martoriata da trent'anni di erosione durante i quali il mare ha letteralmente «mangiato» quasi per intero la battigia e messo a rischio le abitazioni dei residenti, tra qualche giorno sarà completamente chiusa ed a seguire cominceranno i lavori di recupero. Castel Volturno Castel Volturno L'accordo tra Comune e Regione è stato raggiunto due giorni fa dopo alcuni incontri seguiti alla richiesta dell'ente locale che evidenziava l'urgenza della realizzazione di opere di difesa dell'abitato costiero. Abitato ridotto dal mare ai minimi termini dopo decenni di incuria seguita alla speculazione edilizia post-terremoto degli anni Ottanta. Una zona che ha conosciuto tutti gli squilibri provocati dall'uomo e che «alla fine in qualche modo si è ribellata - come afferma l'assessore al Demanio, Antonio Cecoro - finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo e capitalizzare quello che consideriamo un evento storico. Questo grazie alla nostra insistenza e soprattutto grazie alla Regione nelle persone del consigliere regionale Daniela Nugnes che si è battuta perché si raggiungessero risultati veloci e all'assessore regionale alle Opere Pubbliche, Edoardo Costanza». La questione che riguarda Bagnara è annosa e oltre a coinvolgere gli operatori balneari, che da anni lanciano allarmi e richiedono attenzione visto che molti di loro hanno dovute praticamente chiudere le attività a causa del restringimento della spiaggia che li ha costretti a ridurre gli ombrelloni per almeno cinque file, negli ultimi tempi ha cominciato a mettere in pericolo le abitazioni private. In più la zona è spesso frequentata da ragazzini che vanno a giocare a pallone sulla spiaggia e che hanno corso seri rischi per le alte probabilità di crolli. Da ieri, con la messa in sicurezza, iniziata dopo la firma del verbale di avvio dei lavori tra Regione e Comune, sarà impossibile accedervi e il divieto sarà reso visibile a tutti attraverso i cartelloni in fase di posizionamento. Tutta una situazione di pericolo per eliminare la quale sono già stati stanziati in Regione circa centottantamila euro come impegno presuntivo di spesa. In corso d'opera saranno effettuati ulteriori stanziamenti nel momento in cui si renderanno necessari. Va considerato anche che molti dei fabbricati saranno abbattuti in danno poiché sono abusivi. «In questo modo - aggiunge l'assessore Cecoro - garantiamo l'incolumità agli abitanti della zona e finalmente è partita quella fase di recupero a lungo solo auspicata e che oggi invece è concretamente visibile da tutti. Stiamo recuperando un territorio abbandonato da oltre trent'anni». Abbandonato fino al punto che il mare, con la continua e inesorabile opera di erosione è riuscito a portare via due intere file di fabbricati. Anni in cui anche l'economia locale che si regge per la massima parte sul turismo estivo, ha visto realizzarsi una parabola discendente. Decenni seguiti alla speculazione edilizia che hanno visto il sorgere di abitazioni e fabbricati in spregio a qualsiasi regola urbanistica e di sicurezza. «Oggi finalmente - conclude Cecoro - si mette un punto fermo all'illegalità e alla cementificazione selvaggia che ha attanagliato la zona e, cosa importantissima, anzi fondamentale, non solo si garantisce la sicurezza a chi risiede in zona ma si comincia a ricostruire».

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