Vallo Lauro Lettera aperta ai primi cittadini

Rifiuti lungo la statale, Colucci denuncia il degrado

18 gennaio 2011
Fonte: Il Mattino Avellino

Ci sono le foto, c’è il documento che accusa lo stato di degrado in cui versano alcune tra le maggiori strade del Vallo di Lauro. A denunciare una condizione insostenibile, che sfiora il rischio sanitario, è Pasquale Colucci, presidente dell’associazione «Pro Lauro». Una lettera aperta, quella rivolta da Colucci ai sindaci del Vallo di Lauro, in cui sollecita un impegno congiunto per recuperare ad una condizione accettabile i collegamenti ora invasi da rifiuti d’ogni genere. «È sotto gli occhi di tutti - scrive il presidente dell’associazione - come la situazione dell’abbandono di rifiuti lungo le nostre strade si stia aggravando notevolmente negli ultimi tempi. Anche il passeggero distratto che percorra le vie del Vallo come la nuova strada Taurano-Monteforte, sia sul tratto sotto Pietra Maula che all’altezza dell’antica sorgente dell’Acqua Tufara, avrà notato l’aumentare dei cumuli di materiali d’ogni specie, da vecchi televisori ai copertoni usati, dalla cassette di plastica agli indumenti dismessi. Così come chi percorra la nuova strada provinciale Migliano-Casola, avrà notato l’incrementarsi di quantitativi di rifiuti della stessa specie. Potremmo ricordare che anche la trafficata via Nazionale ex statale 403, nel tratto tra Marzano e Sopravia, presenta sempre più sacchetti abbandonati. Queste considerazioni dovrebbero indurre i pubblici amministratori ad intervenire per porre rimedio. Ci sono anche sostanziali ragioni che attengono, in primo luogo, alla tutela della nostra salute. Si sa che diversi dei rifiuti abbandonati, come i tubi catodici dei televisori, contengono sostanze tossiche (quali piombo e cadmio) che con il tempo vengono assorbite dal terreno e poi con le piogge penetrano fino alle falde acquifere avvicinandosi così pericolosamente alle nostre tavole. Altre ragioni attengono poi agli aspetti della sicurezza degli utenti delle strade pubbliche interessate; d’estate gli stessi cumuli rappresentano un potenziale innesco per incendi che, considerato la nocività del materiale infiammabile, avrebbe conseguenze molte nefaste sull’ambiente».

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