Raid per bloccare la raccolta, arresti nelle coop

Sei ordinanze per presidente e soci della Davideco
L'accusa dei pm: violenze per imporre assunzioni
13 gennaio 2011 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

Hanno ordinato e personalmente devastato i mezzi per la raccolta rifiuti di Enerambiente, bloccato l’uscita dei lavoratori e minacciato chi si opponeva a simili delitti, tutto per estorcere posti di lavoro. Sulla scorta di queste accuse la Procura ha emesso sei ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere. Così dunque viene decapitata la cooperativa Davideco della quale fanno parte tutti gli arrestati che occupano cariche apicali. Davideco entra attraverso Enerambiente - con un subappalto vietato dalla stazione appaltante Asìa - nel comparto della raccolta rifiuti. Un’indagine scattata il 23 settembre quando in un autunno nero per l’emergenza rifiuti fu assaltato - ultimo in ordine di tempo - un deposito di Enerambiente in via De Roberto con la devastazione di uffici e il danneggiamento pesante di 52 mezzi. Che rallentò notevolmente la raccolta rifiuti in piena crisi. «Il movente dei delitti - si legge nell’ordinanza firmata dal gip Isabella Iaselli su richiesta dell’aggiunto Giovanni Melillo, e dei pm Giuseppe Noviello, Maria Sepe, Paolo Sirleo e Danilo De Simone - è legato alla gestione dei rapporti contrattuali tra Enerambiente e Davideco per la fornitura di personale interinale da impiegare nel servizio raccolta, rapporti contrattuali stipulati senza il formale assenso di Asìa». Secondo i magistrati «gli episodi violenti sono da inquadrarsi in una precisa strategia estorsiva posta in essere all’indomani della intenzione della società Enerambiente di sciogliere i rapporti con la cooperativa Davideco alla quale appartengono tutte le persone sottoposte a misura cautelare». Chi sono gli arrestati? Salvatore Fiorito, presidente della cooperativa, Pasquale Catania, Rosario Buonomo (per i quali il gip Iaselli ha disposto la detenzione in carcere) Felice Maglione, Vincenzo Fiorito e Giuseppe Giordano, ai quali il giudice invece ha concesso i domiciliari. Cosa c’è dietro la Davideco? E soprattutto chi muove i fili? La vertenza Davideco ha al centro diverse centinaia di posti di lavoro, nessuno è in grado di dire con precisione quanti, ma la cifra varia fra i 300 e i 400. Gente che quando ha capito che Enerambiente era in uscita e alle porte c’era un nuovo appalto che non li prevedeva ha deciso di alzare il tiro. All’epoca dei fatti Salvatore Fiorito così spiegava la posizione della cooperativa dopo il raid. «A marzo 2009 Davideco ha stipulato una convenzione con Enerambiente. Prevedeva la fornitura di autisti e raccoglitori di spazzatura, in cambio di 144mila euro al mese. Il contratto sarebbe dovuto scadere a marzo 2011, ma Enerambiente lo ha interrotto arbitrariamente, senza neppure saldare i debiti». Davideco nasce come azienda che si occupava di pulizia negli ospedali. Nel 2009 si lancia nel mondo dei rifiuti quale cooperativa sociale per il reintegro di ex detenuti e tossicodipendenti. Gli incidenti di percorso non sono mancati. Molti soci provenivano da un’altra cooperativa, che aveva ricevuto un’interdittiva antimafia ed era stata costretta a licenziarli. Fiorito è diventato amministratore unico a novembre 2009. Davideco ha lavorato intensamente per Enerambiente nel corso di quell’anno e praticamente fino a settembre del 2010, nonostante Enerambiente avesse già 470 dipendenti a Napoli. La ditta è infatti veneta il manager e patron è Roberto Gavioli. Ma a Napoli il responsabile del cantiere è Corrado Cigliano, fratello del consigliere provinciale Pdl Dario, ex consigliere comunale, entrambi figli dell’ex assessore comunale Antonio, il primo esponente di Palazzo San Giacomo a mettere sotto scorta la munnezza. Siamo nel 1993 il pentapartito non è più fortissimo, Tangentopoli comincia a essere pesante anche a Napoli, il sindaco è il socialista Nello Polese nei guai ci finisce lo stesso Antonio Cigliano che viene arrestato. Corrado Cigliano e Salvatore Fiorito sono amici di vecchia data, cresciuti nello stesso quartiere, alla Stella. Probabilmente è l’antica amicizia che li induce a fare affari insieme. Questo lo scenario in cui si muovono gli inquirenti. L’inchiesta infatti è alle battute iniziali. Molti ex Davideco sono andati in carico alla Lavajet, una delle ditte liguri che ha preso il posto di Enerambiente. E c’è stato un tasso di assenteismo per malattia quattro volte superiore alla media. Indaga sempre la Digos. I liguri e Asìa stanno sollecitando gli ispettori dell’Inps per verificare la veridicità dei certificati. Malattie che potrebbero essere collegate alla madre di tutte le vertenze. Ovvero il rapporto di Enerambiente e appunto la Davideco.

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