Macchia Soprana, giorni decisivi

Domani il vertice a Roma
Romano: "Riutilizzare l'impianto per stabilizzarlo"
10 gennaio 2011 - Gianni Colucci
Fonte: Il Mattino Salerno

È la settimana decisiva per la discarica di Serre. Domani il ministro Prestigiacomo avrà un faccia a faccia con il sindaco di Serre Palmiro Cornetta. Ci sarà anche l’assessore regionale l’Ambiente Giovanni Romano. Al sindaco sarà proposto lo «scambio» di 130 mila tonnellate di rifiuti contro 12 milioni di ristoro ambientale. Ma significherà per Serre riaprire un doloroso capitolo, quello della discarica di Macchia Soprana. Si mettono sul tavolo i risultati, quelli della commissione tecnica nominata dal comune, delle indagini chimiche sul percolato nelle acque reflue che finiscono nei corsi d’acqua circostanti. Potrebbe esserci zinco e mercurio, metalli pesanti nelle acque reflue che sfuggono ai teli impermeabili della discarica. A dare l’ok alla riapertura della discarica dovrebbe essere direttamente il presidente della Provincia Edmondo Cirielli (anche lui sarà al tavolo con la Prestigiacomo) dato che è la sua la firma del piano d’ambito provinciale per il ciclo dei rifiuti che indica il sito come destinatario di rifiuti che, una volta raggiunta la soglia necessaria per stabilizzare l’impianto, porteranno alla sua definitiva chiusura. Macchia Soprana è la discarica storica di Serre, che per anni è stata utilizzata: qualcosa come 120 ettari che dal 2001 è stata attiva. La lunga vicenda che ha portato all’utilizzo di Macchia Soprana è finita anche nell’inchiesta su Bertolaso e la gestione della prima emergenza rifiuti. Il capo della protezione civile spingeva per utilizzare come discarica il sito di Valle della Masseria nei pressi dell’Oasi del Ww f di Persano, mentre sull’onda del fronte popolare e politico per evitare che si arrivasse a nuovi scempi ambientali, la decisione dell’allora ministro Pecoraro Scanio portò all’utilizzo della sola Macchia Soprana (dove danni ambientali erano stati già perpetrati). Ora Cornetta chiede il ristoro di quei danni, mentre la provincia sostiene che per chiudere definitivamente quell’impianto sia necessario sversare altre 120 mila tonnellate di rifiuti. Non si tratta di tal quale, tuttavia, non è «munnezza» ma frazione stabilizzata tratta nello Stir di Battipaglia. L’immondizia depurata di qualsiasi elemento di umido (quello che porta cattivi odori) e di ogni sostanza in grado di essere riciclata, verrà conferita all’impianto nel comune di Serre. Ma l’impianto è totalmente in grado di accogliere altra immondizia? Per i tecnici è indispensabile che venga chiuso con altri strati di rifiuti che consentirebbero di dare un po’ di respiro all’emergenza rifiuti in Campania e di arrivare alla realizzazione magari di un secondo termovalorizzatore. Per i comitati locali e il sindaco di Serre invece l’impianto attuale già non tiene più. A testimoniarlo sarebbe proprio il percolato rilevato da foto e video che sono stati recapitati in procura. Proprio quei dati che nel 2007 Bertolaso voleva utilizzare per convincere il governo ad aprire la capiente Valle della Masseria. Le intercettazioni dell’inchiesta «Rompiballe» della procura di Napoli sono chiare. Si capisce che il sottosegretario per avere mano libera sul grande impianto di Valle della Masseria (quello davanti al quale i commissari europei sono rimasti a bocca aperta sia per la bellezza dei luoghi, sia per la sciagurata ipotesi di un loro utilizzo come discarica). Bertolaso già allora voleva ricorrere alla «prova» del percolato di Macchia Soprana per evitarne l’utilizzo e ripiegare su Valle della Masseria. E domani anche Cornetta userà la prova del percolato come estremo tentativo per evitare la nuova teoria di camion nella sua Serre.

Powered by PhPeace 2.6.4