A Cupa Sigila ci sono già le norme di salvaguardia

Il Comune pubblica la variante urbanistica. La Provincia: pronto il ricorso al Tar pere l'inceneritore
8 gennaio 2011 - Gianni Colucci
Fonte: Il Mattino Salerno

Il duello sul termovalorizzatore ora è in punta di diritto. Ieri la pubblicazione all’albo pretorio della delibera di consiglio comunale sulla variazione di destinazione d’uso dei terreni di Cupa Siglia. E da palazzo Sant’Agostino l’assessore all’urbanistica Marcello Feola fa sapere: «Impugniamo quella delibera davanti al tar». Cosa è accaduto in questi giorni? Intanto che la Provincia, secondo la ricostruzione dell’assessore all’urbanistica del comune Mimmo De Maio, ha mancato clamorosamente l’occasione di presentare osservazioni al momento della pubblicazione della delibera di giunta comunale a metà dicembre. Una opportunità che arrivava dopo la pubblicazione (su giornali e Burc) della decisione dell’esecutivo De Luca. «Prima dell’adozione a dicembre, feci le audizioni con le categorie, quindi ci fu l’adozione e la pubblicazione delle nostre decisioni - dice De Maio - secondo la legge urbanistica per le varianti i tempi sono dimezzati rispetto al piano regolatore». In sostanza quel che andava fatto per mettere in carreggiata la variante è avvenuto a dicembre, oggi siamo alla pubblicazione del provvedimento di consiglio comunale e quindi sono già scattate le norme di salvaguardia. Ciò significa che su quell’area c’è una normativa diversa e a Cupa Siglia non si possono impiantare iniziative imprenditoriali industriali (come sarebbe il termovalorizzatore) ma solo imprese artigiane. Riassume De Maio: «Dopo l’indirizzo, c’è l’audizione con le categorie, poi la giunta forma la proposta di variante o di eventuale Puc e su questa proposta si fanno le variazioni, come prevede la legge urbanistica (in una quindicina di giorni non c’è stata nessuna osservazione). A quel punto abbiamo acquisito i pareri propedeutici e in consiglio siamo andati all’adozione così scattano le norme di salvaguardia». In gioco di tempi e di procedure che ha surclassato palazzo Sant’Agostino. Certo ora c’è la fase di confronto con la Provincia a cui sarà trasmessa nei prossimi giorni la delibera di consiglio. E se non sarà approvata (come è intenzione di Cirielli) sarà comunque necessario convocare una conferenza di pianificazione con gli attori amministrativi sul territorio per motivare la decisione. In sostanza si va molto più avanti con le date rispetto alla fine del mese fissata per il deposito delle proposte per partecipare alla gara. «Abbiamo adottato il 29 dicembre in consiglio comunale la variante. E, secondo la legge, da quel momento scattano le norme di salvaguardia. Ora l’iter va da se con la trasmissione alla Provincia degli atti per l’approvazione o il rigetto. La pubblicazione risale al momento del varo del provvedimento in giunta. Allora pubblicammo su Burc e quotidiani la decisione. Ma non ci sono state osservazioni, abbiamo acquisito i pareri di Asl, Genio civile e Autorità di bacino e siamo andati in consiglio per l’adozione. Ora siamo obbligati a trasmetterla. Cosa che avverrà tra qualche giorno», dice De Maio. Il Comune ritiene di essere nel giusto avendo promosso un’azione di trasformazione urbana che compete proprio all’autorità comunale. La Provincia dovrà ora verificare se essa si inserisce nelle linee guida del piano provinciale di sviluppo. E si allontana la rapida conclusione della gara.

Acquisiti tutti i pareri delle autorità ora palazzo S. Agostino deve dire la sua

Artigiani al posto di industriali. Comunque area produttiva resta. Insomma non si cambia la destinazione ad attività imprenditoriali dell’area di Cupa Siglia. I fondi spesi per espropri e urbanizzazioni primarie non andranno perduti. Ora scattano le norme di salvaguardia, il che significa che le norme che prima esistevano per quella zona vengono sospese e si attendono le nuove che sono introdotte dalla variante. Una fase di «limbo» che di fatto ferma la gara per il termovalorizzatore. Dal Comune spiegano quel che è stato inserito nella delibera di giunta: si farà un piano di insediamenti produttivi di pubblica evidenza e dunque per un Pip. Quando le aree saranno assegnate gli oneri relativi saranno utilizzati per coprire le spese necessarie per espropri e urbanizzazioni residui. Si chiarisce, anticipando la materia del contendere sull’efficacia e legittimità della variante, che a Cupa Siglia si è individuata una funzione di interesse pubblico solo parzialmente di segno diverso rispetto a quella precedente. Infine si chiarisce che è il Comune a promuovere la trasformazione e la pianificazione urbana e si chiede la verifica di eventuali conflitti rispetto ai piani sovraordinati come il piano urbanistico provinciale.

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